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Presentato il volume “Ducezio e i Siculi”, Raffaele Lombardo: “Dalle nostre radici la coscienza dell’identità siciliana”
Pubblicato il 29 Maggio 2026
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Grande partecipazione alla Biblioteca Civica e Ursino Recupero di Catania per la presentazione del volume “Ducezio e i Siculi”, pubblicato da Algra Editore e curato da Gesualdo Campo, promosso dalla Fondazione Ducezio nell’ambito del “Maggio dei Libri 2026”. Il volume raccoglie gli atti del convegno dedicato alla figura di Ducezio e alla storia dei Siculi, svoltosi nel 2024 al Teatro Greco Romano di Catania.
Ad aprire l’incontro, moderato dalla dott.ssa Rita Carbonaro direttrice uscente Ursino Recupero, è stato il presidente della Fondazione Ducezio, on. Raffaele Lombardo, che ha ribadito il valore culturale e identitario dell’iniziativa, sottolineando come la Fondazione nasca con l’obiettivo di “mantenere viva e vitale l’idea autonomista in Sicilia, in Italia e in Europa”. Lombardo ha evidenziato la necessità di “far prendere coscienza al popolo siciliano della propria identità culturale, mantenendola alla base di una cultura autonomista prima ancora che di una politica autonomista”.
Nel suo intervento, il presidente della Fondazione Ducezio ha ricordato come la figura del condottiero siculo rappresenti ancora oggi un simbolo di autodeterminazione e di identità storica del popolo siciliano. Lombardo ha sottolineato il rischio che la memoria storica dell’Isola possa progressivamente indebolirsi senza un lavoro costante di ricerca e divulgazione culturale, ricordando come anche la conoscenza dello Statuto autonomistico siciliano sia oggi molto limitata tra le nuove generazioni. Per questo motivo, ha spiegato, la Fondazione intende continuare a promuovere studi, pubblicazioni e iniziative capaci di rilanciare il dibattito sull’autonomia siciliana e sul ruolo della Sicilia nel Mediterraneo.
Ampio e articolato l’intervento del prof. Rosario Sapienza, ordinario di Diritto internazionale dell’Università di Catania, che ha proposto una lettura storica e politica della figura di Ducezio, collegandola al percorso culturale del sicilianismo contemporaneo. Sapienza ha spiegato come il riferimento a Ducezio non rappresenti soltanto un richiamo simbolico alla Sicilia antica, ma anche il tentativo di riaffermare l’esistenza di una identità siciliana autonoma e distinta. “Ripartendo dalla figura di Ducezio, tra storia e mito, abbiamo voluto riaffermare l’originalità del discorso sicilianista”, ha affermato il docente, evidenziando come il tema dell’autodeterminazione oggi riguardi non solo l’ambito politico, ma anche quello economico, sociale e culturale.
Sapienza ha inoltre approfondito il concetto di autonomia territoriale nell’attuale contesto europeo, soffermandosi sul diritto delle comunità a gestire le proprie risorse e a valorizzare le proprie specificità culturali e istituzionali. Nel suo intervento ha richiamato anche il tema della gestione delle risorse energetiche, dei porti e degli aeroporti, inserendo il dibattito sull’autonomia siciliana in una prospettiva moderna e attuale.
Di particolare interesse anche il contributo della dott.ssa Michela Ursino, funzionaria della Soprintendenza ai Beni culturali di Catania, intervenuta nel corso dell’incontro per approfondire gli aspetti archeologici e territoriali legati alla figura di Ducezio. Orsino ha evidenziato il valore dei siti archeologici collegati alla presenza dei Siculi, soffermandosi in particolare sull’area dei Palici e sulle più recenti attività di ricerca e tutela del patrimonio storico della Sicilia orientale.
Nel corso della presentazione sono intervenuti anche alcuni tra gli autori del volume.
A chiudere i lavori è stato Gesualdo Campo, curatore dell’opera, che ha sottolineato il valore scientifico e divulgativo del volume. Campo ha evidenziato l’importanza di raccogliere e pubblicare gli atti del convegno per trasformare un momento di studio e confronto in uno strumento permanente di approfondimento culturale. Nel suo intervento ha inoltre ringraziato gli studiosi coinvolti nel progetto e la casa editrice Algra per la qualità editoriale del volume, definito “un’opera preziosa non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per quanti vogliono avvicinarsi alla storia dei Siculi e comprendere meglio le radici culturali della Sicilia”.


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