Primo maggio, bandiere della Ugl catanese listate a lutto. “Territorio colpito da troppi morti su luoghi di lavoro, serve giro di vite. Bene aumento occupazione, ma attenzione a lavoro povero, precario e a numerose vertenze”


Pubblicato il 01 Maggio 2025

E’ un primo maggio listato a lutto quello che, particolarmente quest’anno, vive il territorio catanese. La sequela di incidenti, anche mortali, che si sono verificati in luoghi di lavoro nell’area metropolitana di Catania è così impressionante da far passare, in assoluto in secondo piano, quella che era stata a suo tempo immaginata come una festa dei lavoratori, già peraltro pesantemente offuscata negli ultimi decenni dalla crisi occupazionale. Un pensiero condiviso ed esternato dai quadri sindacali ed iscritti della Ugl di Catania che, quest’anno più che mai, in occasione della giornata dei lavoratori hanno voluto dare un segnale forte bardando a lutto le bandiere della storica sede di via Teatro Massimo. «Solo ad aprile, nel giro di cinque giorni, abbiamo pianto due lavoratori deceduti durante lo svolgimento del proprio dovere lavorativo – dice mestamente il segretario territoriale Giovanni Musumeci. A Scordia e sulla statale Adrano – Bronte, si sono consumati gli ultimi drammi del lavoro, che hanno fatto seguito all’evento luttuoso che ha visto come vittima un lavoratore al porto di Catania. Senza contare la tragedia dei quattro braccianti agricoli, che hanno perso la vita sulla statale ragusana di rientro a casa al termine del servizio.

Una strage infinita che va ad appesantire il già triste bilancio che, nel solo 2024, per quanto concerne il territorio di Catania aveva fatto registrare 18 morti (rispetto ai 14 del 2023) e 7.300 denunce di infortunio (contro le 7.000 del 2023). Numeri impressionanti e l’evidente dato che fa più allarmare è ovviamente quello legato all’incremento progressivo dei fatti registrati – fa notare il segretario Musumeci. Questo nonostante sull’argomento della sicurezza sono stati fatti notevoli passi in avanti con più attenzioni legislative, maggiore sensibilizzazione e un aumento dei controlli, anche grazie alla sinergia tra noi organizzazioni sindacali, Prefettura, Inail, Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale, Ispettorato del lavoro e forze dell’ordine. E’ chiaro che, davanti ad una mattanza del genere, non bastano più gli sforzi effettuati e bisogna individuare altre misure, oltre all’annoso problema della carenza di personale da adibire alle attività di controllo. Siamo sempre convinti che questa è un’emergenza non solo locale, ma nazionale, al pari di tutte le altre emergenze che interessano il nostro paese, motivo per cui serve un serio giro di vite. A Vincenzo, Nunzio, Antonio, Rosario e ai due Salvatore, vogliamo dedicare questa giornata di rinnovo di un impegno sindacale che vuole fermamente arrestare questa escalation di dolore che affligge anche tante famiglie – aggiunge il sindacalista della Ugl di Catania. Un ultimo pensiero va all’occupazione che certamente sta facendo registrare dati il lieve miglioramento, senza dubbio grazie all’eliminazione del reddito di cittadinanza, anche se rimane pressante il problema del lavoro povero e di quello precario.

Anche su queste tematiche, come pure sulle diverse vertenze che interessano il territorio (su tutte STMicroelectronics e Pfizer) vogliamo continuare ad essere punto di riferimento per le lavoratrici ed i lavoratori catanesi, battendoci per i loro diritti e per tutelare la loro dignità. A cominciare – conclude Giovanni Musumeci – dal diritto allo stipendio, perché è intollerabile che ancora oggi ci siano contesti in cui la retribuzione non è corrisposta come da contratto».


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