Rapporto Ecocistema Urbano, Cisl: Catania terz’ultima, il Prg occasione per implementare buone pratiche


Pubblicato il 28 Ottobre 2019

Il report pubblicato oggi dal SoLe24Ore

Come per il bilancio di previsione, il sindaco si apra al confronto aperto con forze sociali, associazioni, comitati

«Il 26esimo rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia mette Catania al 102° posto su 104 capoluoghi italiani in grado di rispettare tutti i limiti di legge e di garantire una buona qualità ambientale. In vista dell’applicazione delle linee guida del PRG non è possibile non tenerne conto: il sindaco avvii interlocuzioni concrete con le forze sociali e produttive, associazioni ed esperti, con analisi approfondite sui singoli temi».

È quanto afferma Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, che così commenta i risultati presentati stamattina da Legambiente e Ambiente Italia, e pubblicati dal Sole 24 Ore.

 «Sul complesso dei 18 parametri considerati, quello di Catania è un risultato estremamente deludente – spiega Attanasio – la città capoluogo è terz’ultima, in seguito a una serie di prestazioni non esaltanti, anche se su dati del 2018: le perdite della rete idrica vanno oltre il 45% (come l’anno scorso); ha una delle produzioni di rifiuti più alte in assoluto (733 kg/ab/anno) che, se messa assieme con una raccolta differenziata del 7,7% di rifiuti e meno di 20 centimetri quadrati di suolo a testa riservato ai pedoni, offre un quadro allarmante.

 «Secondo il rapporto – continua il segretario della Cisl etnea – Catania è ancora una delle grandi questioni urbane non risolte, per traffico, parcheggi, smog, perdite di rete idrica, produzione rifiuti. Ma questo deve servire oggi da stimolo e a considerare il nuovo PRG un’opportunità per implementare buone pratiche urbane mettendosi in rete con chi ce l’ha fatta».

 «È anche un monito all’amministrazione comunale – conclude Attanasio – a non voler fare tutto da soli. In occasione del PRG, così come fatto per il bilancio di previsione, il sindaco si apra al confronto, al dialogo, serrato ma franco, con il mondo esterno al palazzo comunale, con le forze sociali responsabili, con le associazioni, con le forze produttive, con i comitati e mettere insieme idee, ragionamenti, per affrontare insieme i temi delle periferie e dell’inclusione sociale, della casa, del lavoro, della mobilità locale e dell’intermodalità, dell’economia circolare». 


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