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Sanità: Meno burocrazia più metodo ed efficienza
Pubblicato il 02 Novembre 2026
COMUNICATO STAMPA
Equità, metodo, organizzazione e comprendere il fabbisogno
le basi fondamentali per la riforma della Sanità Siciliana
Superare la burocrazia per rimettere la tutela della salute in primo piano
CATANIA, 02 2ttobre 2026 – “Occorrono persone capaci, competenti e non appartenenti”, queste le parole del magistrato Massimo Russo, già assessore alla sanità, durante l’incontro catanese del percorso partecipato “L’Officina della Sanità Siciliana – Costruiamo la sanità che vogliamo”.
L’iniziativa nata per proporre una riforma strutturale del sistema sanitario regionale attraverso nove macro aree di lavoro si propone l’obiettivo primario di superare l’amministrazione burocratica ed emergenziale per rimettere la tutela della salute al centro dell’agenda politica e sociale della Sicilia.
Per far ciò a dicembre verrà presentata alla Regione Siciliana la lettera appello che ha già raggiunto moltissime adesioni, e in cui si evidenzia che non si può più considerare il cittadino un optional del servizio sanitario, ma il fulcro, e come persona, ancora più che come fragile, dev’essere preso in carico e trovare gentilezza, accoglienza ed efficienza.
Durante l’incontro si sono evidenziate le criticità legate all’assenza di una programmazione strategica di lungo periodo, con conseguenti drammatici ritardi nell’accesso alle cure e liste d’attesa estenuanti che penalizzano i cittadini più vulnerabili.
«Questa è una sfida democratica per riportare al centro il tema della salute, guardando la realtà dalla parte delle persone che soffrono e attendono mesi per un esame – ha spiegato Russo – L’Officina nasce per unire chi cura e chi è curato, mettendo insieme sanità pubblica, privato accreditato, università, terzo settore e associazioni dei malati per proporre un cambiamento reale che difenda la dignità della vita e della salute».
Infatti la sanità siciliana vive un forte blocco gestionale ed è necessario che il recupero delle risorse non passi dai tagli alle prestazioni, ma dall’eliminazione degli sprechi e delle inefficienze gestionali.
Solo così le risorse recuperate potranno essere immediatamente destinate a settori strategici come la prevenzione e al completo soddisfacimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), passaggi indispensabili per uscire dal piano di rientro attraverso proposte concrete che nascono dal territorio.
I dati ISTAT in riferimento ai LEA fotografano infatti un un’emergenza e una crisi strutturale profonda che richiede scelte strategiche ed economiche immediate:
La Sicilia è al terzultimo posto nazionale nel monitoraggio complessivo LEA e porta la maglia nera d’Italia con un punteggio insufficiente pari a 49.
Anche la performance ospedaliera è negativa, a causa del progressivo depauperamento degli organici (specialmente nelle aree periferiche e d’emergenza) e da turni insostenibili.
Fenomeni da abbattere anche la mobilità sanitaria e la rinuncia alle cure.
Spesso i pazienti siciliani effettuano viaggi della speranza per farsi curare da eccellenze e medici cresciuti e formatisi proprio in Sicilia.
Preoccupante il dato della mortalità: nell’Isola si muore prima rispetto ad altre regioni, quasi il nove per cento dei siciliani rinuncia alle cure e le lunghe liste di attesa confermano essere la causa più frequente di rinuncia (6,5%), seguite dai costi delle prestazioni (5,2%).
<<Prevenzione, prossimità e sinergie sul territorio sono le linee guida per una corretta fidelizzazione delle persone ai percorsi di prevenzione – ha evidenziato Massimo Caruso, coordinatore de l’Officina della sanità – dopo la bocciatura della bozza da parte del Ministero della Salute a marzo 2026, si attende ancora l’adozione di uno strumento organizzativo definitivo e chiaro, solo così si potrà fermare il declino del servizio pubblico e garantire a tutti i cittadini il diritto fondamentale alla salute. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione, per tale motivo dev’essere accessibile a tutti i cittadini e tutte le Regioni hanno il dovere di garantire buone cure. È ciò che la proposta condivisa che desideriamo presentare si prefigge per la nostra Isola. Stiamo effettuando dei tavoli tematici in cui i vari stakeholders si confrontano per costruire un modello efficace per la comunità. Adesso a essere malata è la nostra sanità: dobbiamo tornare a splendere» ha concluso Caruso.
Particolarmente significativo l’apporto del mondo dell’associazionismo, rappresentato tra gli altri da Rosalinda Marino, presidente di MARIS ODV, che ha portato all’attenzione delle istituzioni le esigenze dei minori affetti da malattie reumatiche pediatriche.
«Per questi bambini e ragazzi non basta garantire una singola prestazione sanitaria: occorre costruire percorsi di presa in carico integrati, tempestivi e multidisciplinari per tutto il percorso di vita – ha affermato Marino – Le nostre proposte puntano a una sanità vicina alle persone, capace di ridurre le disuguaglianze e integrare ospedale, territorio, scuola e servizi sociali. Ringrazio L’Officina della Sanità Siciliana per aver coinvolto le associazioni dei pazienti in questo confronto essenziale».




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