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SANTAPAOLA MUORE, CATANIA TACE
Pubblicato il 08 Marzo 2026

Neppure una dichiarazione di prammatica, un anodino comunicato in punta di penna, un lancio d’agenzia superficiale, due ipocrite paroline di commento in un’antimafia di maniera, un’epidermica chiosa convenzionale.Nulla. A Catania la morte di Benedetto “Nitto” Santapaola è stata immersa in un blackout out informativo raggelante, come se nulla fosse accaduto, niente meritevole di una minima riflessione in un’epoca in cui si commenta qualsiasi facezia, ci si selfa per amenità a buon mercato, si dice la propria opinione sull’universo mondo con disinvoltura, rimpinzando l’etere di vacuità di zero interesse. In questo caso invece una cappa di silenzio assordante che ci dà la misura della consistenza – piuttosto aeriforme – delle istituzioni locali.
Con l’esclusione della riflessione dell’ex parlamentare Claudio Fava e della presa di posizione del presidente dell’associazione Antimafia e Legalità Enzo Guarnera che hanno detto la loro con solidità argomentativa e pregnanza , Catania tace chissà se per paura o per complicità. La politica, che commenta qualsiasi baggianata per creare hype, non fa un plissé: il sindaco della città Trantino impegnato nel video social per la chiusura della scuole a seguito il sisma dei giorni scorsi non ha trovato un attimo per una piccola chiosa sulla morte del boss più rappresentativo della mafia catanese.
Pogliese festeggiava il compleanno il giorno dopo e poi c’era la questione del bando alla trasferta per i tifosi del Catania a Benevento di cui parlare come priorità (ubi maior…). Il presidente dell’Ars il catanese Galvagno era forse troppo giovane per rammentare la Catania degli anni ’80 ma magari i suoi solerti comunicatori gli avrebbero potuto raccontare qualcosina semmai ne avessero un minimo di contezza. Enzo Bianco ha prediletto nelle stesse ore sottili elucubrazioni di tattica politica, non pervenuto il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo famoso per le sue impetuose invettive senza nomi e cognomi, gli altri partiti il nulla più totale Per il resto silenzio assoluto da Confindustria Catania, dal mondo sindacale, da quello delle professioni, da quello latu sensu istituzionale.
Santapaola è stato tanta parte del sistema Catania, fautore di una nuova malavita che entrava riverita nei salotti cittadini, che partecipava (e partecipa) alla vita della città, che investe in una pluralità di attività economiche nelle filiere più redditizie e fruttuose: una mafia cool ed alla moda, che non lesina ancora oggi a normalizzarsi in una sorta di ricca borghesia, vivendo il contesto socio economico cittadino in una posizione di forza, che crea attorno a sé consenso, persino simpatia.
Si sprecano i ricordi appassionati di una miriade di cittadini sui social che con il loro nome e cognome profondono dolore umano e condoglianze alla famiglia Santapaola. Spicca la riflessione di tal don Benedetto Sapienza parroco de La Salette che ha raccontato del “giovane frequentatore dell’oratorio, devoto di san Giuseppe, della “Madonna de La Salette e di Sant’Agata” un ricordo irenico che dice molto di come la chiesa locale si impegni in temi antimafia.
Diciamo che tutti abbiamo capito tutto. Una sola preghiera : il raccontino delle “poche mele marce che si trovano in una città operosa lontana in gran parte dalla malavita” anche no. A Catania la mafia impone ancora la narrazione. E questi silenzi imbarazzanti ed imbarazzati lo provano.
Saluti antimafia.
Luca Allegra.





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