Scandalo Sanità all’Italiana: gli splendidi silenzi degli “oppositori catanesi”


Pubblicato il 29 Aprile 2023

Da stamattina rimbalzano sui media locali e nazionali le notizie riguardanti l’ultima indagine della Procura della Repubblica di Catania sulla sanità sicula. Al di là dell’aspetto giudiziario (che a chi scrive frega meno di niente), quello che viene fuori dall’inchiesta è uno spaccato di familismo all’italiana. Insomma, incarichi per famigli, parenti, amici, insomma uno spaccato di “meritocrazia alla Meloni”, o meglio la solita società corporativa e amicale che rade al ruolo diritti e vite.

Bene, in attesa dell’ulteriori passaggi giudiziari (con l’augurio per tutti di un sollecito proscioglimento), ci si aspetterebbe da una forza di opposizione (vera o presunta) almeno due righe, almeno due, di critica politica, di costume. Invece, dalle “teste d’uovo” del centrosinistra arriva uno splendido nulla.

Non parliamo dei comunisti all’italiana perchè non fanno più notizia in quanto a conformismi e simili. Nulla anche dal M5s, cioè da quel misto di “giustizialismo-pacifismo all’italiana” che tanto audience fa in tivvù. A Catania su questo non pervenuti. E dire che quando si tratta di esaltare i Piemme loro ci sono sempre.

Sulla destra catanese (che vede coinvolti alcuni suoi “prodi” nell’inchiesta), che dire? Per loro la soluzione è quasi sempre la polizia. Che combatte i “cattivi”: cioè i morti di fame.

Risulta una sola presa di posizione dell’associazione “Antimafia e legalità” con l’avv. Guarnera.

Ecco, in attesa dei possibili sviluppi della vicenda, diamo a tutti un nostro contributo da “anarcoreazionari”.

Un passaggio di quanto sosteneva anni fa il Presidente del Tribunale dei Minorenni Giambattista Scidà su Catania e sul suo “sistema di Potere”. Con le ovvie differenze con questa indagine, serve solo a ricordare le logiche di fondo di una “città-mostro” dove l’oppositore è un “pazzo” o simili. Insomma, meglio marciare tutti uniti per il 25 aprile: del resto, non costa -politicamente parlando- nulla. Anzi ti applaudono pure: del resto, l’antifascismo elettorale rende bene.

Nel 1988, cioè35 anni fa(!), il Presidente del Tribunale dei Minorreni al Procuratore generale, in tema di devianza minorile e pubblici poteri: “l’agire amministrativo appare attivatore assiduo di ingenti transfert di ricchezza dall’ambito pubblico ai patrimoni privati e la disonestà amministrativa è ormai per la coscienza pubblica una pratica consolidata che di tangente in tangente o per altro privato interesse va aprendo un cancello dorato per il saccheggio delle risorse pubbliche(fondi di bilancio, territorio, diritti in genere degli enti amministrati) davanti ad assuntori di lavori pubblici, locatori di opere, locatori di immobili, fornitori, cercatori di contributi, venditori;  un costume, insomma, a causa del quale nella città depredata i beneficiari di vaste appropriazioni si contrappongono a color che –già poveri- scontano più profondamente degli altri in termini di mancanza di servizi e di compromissione nel contesto della distrazione delle pubbliche risorse. Sono le fasce minorili dei ceti svantaggiati alle quali Catania fa da pessima madre a pagare ancora di più, per quell’effetto di impedimento all’interiorizzazione dei valori etici e civili che è prodotto da quei comportamenti”

iena anarcoreazionaria Marco Benanti.


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