Scoop ienesicule. Giuseppe Castiglione ad ottobre potrebbe lasciare la Provincia di Catania per candidarsi al Senato della Repubblica


Pubblicato il 04 Agosto 2012

di iena politica

Fino a ieri era solo un’ipotesi, oggi è qualcosa di più concreto. Giuseppe Castiglione, attuale presidente della Provincia Regionale di Catania e co-co-coordinatore (insieme a Mimmo Nania e Dore Misuraca) del Pdl in Sicilia, entro ottobre potrebbe dimettersi dallo scranno più alto di Palazzo Minoriti per candidarsi alle elezioni politiche che si terranno in aprile. Fonti vicinissime ad Angelino Alfano, segretario nazionale del partito fondato da Silvio Berlusconi, indicherebbero proprio in Giuseppe Castiglione il riferimento al Senato, per la Sicilia Orientale, del gruppo che fa capo al segretario Alfano. Castiglione, infatti, se scioglierà la riserva in tal senso, così come crediamo noi delle iene e la nostra fonte, avrà l’obbligo di dimettersi sei mesi prima del voto nazionale per non incorrere nei divieti posti dalle norme sulla ineleggibilità.

Ciò significherebbe tante cose. La prima che Giuseppe Castiglione prenderebbe il posto del suocero senatore e sindaco di Bronte, Pino Firrarello (col quale i soliti maligni dicono che non scorra più buon sangue), che a sua volta avrebbe due strade: il ritiro dalla politica (e questo sarebbe uno scherzo del destino perché significherebbe ritirarsi a vita privata nel momento in cui lo fa Raffaele Lombardo) oppure tornare alla Regione Siciliana e quindi candidarsi al parlamento regionale in ottobre. La seconda conseguenza sarebbe che la Provincia verrebbe commissariata (dalla Regione e quindi dall’acerrimo nemico di Giuseppe Castiglione e Pino Firrarello, Raffaele Lombardo) fino alla scadenza naturale. Poi si voterebbe, con la conseguenza che il curriculum di Giuseppe Castiglione rimarrebbe caratterizzato non solo dalle dimissioni anticipate ma anche e soprattutto dal fatto che costituirebbe un esempio raro di presidente uscente non ricandidatosi al secondo mandato. Particolare non molto nobile, perché significherebbe essersi presentato agli elettori con un progetto amministrativo, venire eletto con consensi importanti e poi dimettersi prima e non ricandidarsi per portare a termine quel progetto poi. Seguendo questo ragionamento la domanda da porsi non potrebbe che essere una sola: Giuseppe Castiglione ha servito o usato la Provincia di Catania?

Va anche registrato che la non armonia all’interno del gruppo che fa riferimento al duo Firrarello e Castiglione, negli ultimi tempi ha fatto registrare importanti perdite tra gli amministratori e i simpatizzanti che vi aderivano: deputati regionali, consiglieri provinciali, dirigenti e consiglieri nei vari comuni hanno via via preso altre strade. Certo in alcuni casi s’è trattato di personaggi che secondo il parere di alcuni saggi è meglio perdere piuttosto che trovare, ma in tanti altri ad andarsene sono stati uomini stimati e apprezzati. Ora senza voler fare noi questa distinzione, perché a voi la vogliamo lasciare, ci limitiamo a farvi un piccolo elenco, nel quale ne mancano numerosi altri, di dirigenti e amministratori che hanno lasciato il gruppo Firrarello-Castiglione recentemente. Tra i deputati regionali spiccano Giovanni Cristaudo (noto ultimamente per le vicende relative al procedimento penale “Iblis” che si occupa di intrecci tra politica, mafia e imprenditoria), Guglielmo Scammacca della Bruca, Raffaele Pippo Nicotra. Alla Provincia di Catania, su tutti, l’assessore provinciale Filippo Gagliano che era un fedelissimo di Firrarello (si vocifera che quando Filippo Gagliano ha comunicato a Firrarello la sua decisione di seguire Lino Leanza nell’Udc, il senatore avesse le lacrime agli occhi per la commozione) e il consigliere Antonio Musumeci. Al Comune di Catania hanno lasciato il Pdl, sponda ex Forza Italia firrarelliana, i consiglieri comunali Francesco Navarria, Dario Daidone, Mimmo La Rosa, Vincenzo Li Volsi e Francesco Trichini. E poi Gaetano Riva e tanti altri ancora che non stiamo qui ad elencare perché se aggiungessimo anche i consiglieri comunali e i riferimenti del partito nei vari territori della provincia di Catania, forse non basterebbe una pagina. E’ la fine di un impero? Lo vedremo a breve.


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