Sicilia Affari Aeroportuali, Vito Riggio Enac, un’intervista che sa di “confessione”. Il declassamento di Fontanarossa funzionale alla svendita?


Pubblicato il 02 Febbraio 2013

Oggi, in comune, incontro fra sindaco e associazioni di categoria: chi si vuole pappare lo scalo? A chi appartiene la “manina” evocata da Stancanelli?

di iena con le ali Marco Benanti 

La Sicilia”, 31 gennaio, pag 3, Vito Riggio, Presidente Enac a Tony Zermo: “…siccome gli aeroporti siciliani sono gestiti da enti pubblici e gli enti pubblici non hanno soldi, è bene che vengano privatizzati come sta accadendo in tutta Italia. Roma e Venezia sono già privatizzati, adesso tocca a Bologna, Genova, Torino. Ma privatizzare non a parole, a parole sono tutti bravi a dire che ‘prima o poi privatizzeremo’. Ho prospettato al ministro Passera la seguente questione: siccome non possiamo permettere che lo sviluppo degli aeroporti, che poi è lo sviluppo della Sicilia, continui ad essere affidato a delle società a capitale integralmente pubblico, e peraltro con una governance oscillante, addirittura con commissariamenti che cambiano linea a seconda di chi li ha decisi, l’unica cosa da fare -ed ho pieno mandato dal ministro Passera- è stimare il valore degli scali, il che è facile ed il primo passo per la vendita”.

E ancora: “l’aeroporto di Catania ha avuto un rendimento al netto delle tasse di 18 milioni. A livello di racing internazionale si moltiplica questa cifra per 12-13 volte a seconda del mercato. Quindi siamo intorno ai 200 milioni.Inutile che si convincano di chissà quali cifre perchè non esistono (ma gli attuali soci Sac hanno stimato l’aeroporto 400 milioni, il doppio ndr); tra l’altro incassando 200 milioni gli enti locali respirano e coprono le loro necessità urgenti. E’ una cosa che debbono fare di corsa. Adesso voglio sapere da loro quando si fa il bando internazionale per stabilire il valore degli scali, e questa è la prima tappa. Poi fare il bando per la cessione delle quote. Ma bisogna vendere il 51%, altrimenti non si presenta nessuno. C’è già un interessamento del gruppo di Vito Gamberale, F2i, e di un gruppo argentino, quindi è necessario procedere, altrimenti si arriva alla revoca della concessione, perchè non possiamo tenere in piedi aeroporti che continuano ad avere flussi consistenti, ma dove i lavori non si fanno perchè non ci sono risorse”.

Finale: “L’unico modo per rilanciare Comiso è che nella privatizzazione qualcuno che la sappia fare questo mestiere sappia vendere Comiso assieme a Fontanarossa mettendo tutti e due sul piatto…”

Capito? O non è chiaro? -diciamo noi. Vito Riggio è stato di una “sincerità sconvolgente”. Insomma, si deve privatizzare. E ci sono già pronti gli acquirenti. Avete capito o no da che parte sta il governo “tecnico e preparato”? E a cosa serve il declassamento? Per caso ad arrivare ad un prezzo “competitivo e di mercato” (come dicono gli esperti)?

Il 1 febbraio su “La Sicilia”, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha evocato una “manina domestica” dietro l’operazione di vendita, o forse di svendita? Ma Stancanelli non ha spiegato bene a chi si riferiva.

Oggi, alle 11, in sala giunta di Palazzo degli Elefanti, Stancanelli ha indetto una riunione con i rappresentanti delle organizzazioni produttive, sociali e sindacali cittadine “per elaborare -è scritto nel comunicato del comune- una piattaforma unitaria d’interventi che contrasti l’atto d’indirizzo del governo nazionale per il Piano degli Aeroporti”.

Da parte nostra, come scritto tante volte, ribadiamo che l’operazione di “vendita” o meglio “svendita” di Fontanarossa ha radici antiche. E sarebbe ora che i “paladini della legalità” (all’italiana) -a cominciare dalla Confindustria e dal suo sodale Crocetta- dicano la verità su quanto avvenuto in questi mesi attorno alla Sac.Si intervenga subito: almeno stavolta non si arrivi quando il “latte è versato” e il “bambino” piange… 


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