SINISTRA ITALIANA: LA SICILIA DISTRUTTA DAL CICLONE HARRY E LA REGIONE AVVIA I LAVORI PER UN PORTO PRIVATO


Pubblicato il 14 Marzo 2026

comunicato stampa

Sono ormai trascorsi due mesi dall’arrivo del ciclone Harry, che ha devastato le coste della Sicilia orientale e l’interno dell’isola.

Mareggiate violente ed alluvioni che hanno provocato distruzione di lungomari, voragini, danni ai sottoservizi (Enel, acqua, fogne), blocchi ferroviari, danni al settore agricolo siciliano stimati in oltre 700 milioni di euro. Serre, oliveti e agrumeti danneggiati o distrutti.

Per riparare i gravi danni prodotti dal ciclone alle cose ed alle attività produttive dei siciliani, occorreranno almeno 2 miliardi di euro, da spendere subito per interventi che non possono attendere i tempi ordinari, anni o decenni, a cui ci ha abituato la Regione Sicilia.

Pochi giorni addietro il governo Schifani ha stanziato tre milioni di euro, una cifra del tutto insufficiente, per risarcire le imprese ittiche colpite dal ciclone Harry, è stato inoltre costituito un Fondo Sicilia per dare risposta ad operatori economici e famiglie, per un totale di 33,2 milioni: una cifra, come si può capire risibile e insufficiente: appena l’1,5% di quanto occorrerebbe.

Manca una programmazione degli interventi per il risanamento idrogeologico, per il ripristino di quelle parti della costa che sono state gravemente colpite e per le infrastrutture urbane.

Il lungomare di Catania è un esempio degli effetti del ciclone Harry, eppure nulla finora è stato pensato o programmato per ristabilire questa importante arteria cittadina.

Gli esperti della protezione civile ci hanno spiegato che occorre considerare sempre possibili e ripetibili eventi climatici di questo genere ed occorre che la nostra terra si attrezzi alle nuove condizioni ambientali.

La Sicilia quindi ha bisogno di un grande intervento da parte della Regione e dello Stato: da un lato occorre risarcire e ricostruire, dall’altro serve un piano di prevenzione per rendere più resiliente il territorio ed adeguarlo alle nuove condizioni climatiche.

Mentre buona parte del territorio ferito e delle imprese siciliane attendono risposte, il governo regionale si è premurato di avviare in questi giorni i lavori di messa in sicurezza del porticciolo “Porto Rossi”, a Catania, duramente colpito dalle mareggiate del ciclone Harry, con procedura di somma urgenza, per un importo complessivo di 776 mila euro.

Mentre i siciliani e le imprese della nostra terra si chiedono quanto dovranno ancora attendere per ricostruire case ed attività distrutte, mentre tanti comuni hanno la viabilità costiera ormai inesistente, il presidente della Regione Schifani finanzia un’opera privata, il porto Rossi, che è certo meritevole di sostegno e di riparazione dei danni causati dal ciclone, ma alla stessa stregua di migliaia di siciliani, forse meno fortunati e meno considerati dal nostro governo regionale.

Stupisce inoltre lo stesso comune di Catania sia del tutto all’oscuro della natura dei lavori, in un’area tra le più pregiate della città.

Il porto Rossi verrà ripristinato in 150 giorni: quanti anni dovranno attendere gli altri porti , i pescatori che hanno perso le barche, gli agricoltori, le altre imprese ed i cittadini che hanno perso tutto a causa del ciclone?

atania 14 marzo 2026

Il segretario provinciale Il segretario cittadino

Giolì Vindigni Marcello Failla (nella foto da giovane).


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