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Socialdemocrazia Sd: La crisi politica non rientra per decreto. Stop privatizzazioni
Pubblicato il 11 Ottobre 2026
Amendolia e Melchiorre: «La Sicilia non può pagare il prezzo di equilibri di potere. È tempo di costruire un’alternativa riformista».
«Il governo regionale rifiuta di riconoscere la crisi, ma gli scontri che l’hanno provocata restano evidenti. Un accordo politico precario non deve compromettere il futuro della Sicilia».
Lo dichiarano Vicky Amendolia, vicesegretario nazionale vicario di Socialdemocrazia SD, e Claudio Melchiorre, segretario organizzativo regionale del partito, chiedendo la sospensione immediata di privatizzazioni, dismissioni patrimoniali e operazioni strategiche che rischiano di tradursi in svendite a danno dell’interesse pubblico.
«Le fratture del centrodestra non sono un fulmine a ciel sereno. Gli interessi particolari hanno sostituito una visione politica condivisa: occorre fermare le operazioni con logica dubbia o ingiustificata».
I due esponenti richiamano, in particolare, la battaglia già condotta da Socialdemocrazia contro la privatizzazione dell’aeroporto di Catania e le criticità della gestione SAC: «Non abbiamo atteso questa crisi per denunciare scelte dannose per la collettività, e un eventuale ricompattamento della maggioranza non le renderà accettabili».
Amendolia e Melchiorre propongono alle forze socialdemocratiche, socialiste, liberali, repubblicane e riformiste, la costruzione di una federazione: “Dobbiamo offrire ai siciliani una proposta politica che dia alla Sicilia uno sviluppo assente da trent’anni”.




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