SPORT: CALCIO CATANIA, DE’JA’ VU E LA CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO


Pubblicato il 09 Settembre 2014

di Aristotèles

Mamma mia ci risiamo… Errare humanum est, ma perseverare, oltre che diabolico, é irresponsabile, ingiusto, folle…eppure…eppure si continua a predicare bene e a razzolare in maniera disastrosa altro che male. Anche quest’anno. Proprio come l’anno scorso.
Il Catania soccombe pietosamente in quel di Vercelli – in un atmosfera surreale, molto vicina ad un tappeto di subbuteo per intenderci – davanti ad una Pro assai modesta tecnicamente, ma dotata di tanto fiato, cuore ed entusiasmo. Tanto basta per rullare un Catania spuntato ed evanescente che non é riuscito a tradurre in gol la evidente supremazia territoriale della prima frazione di gioco. Squadra leziosa, narcisista e abulica da morire dalla cintola in su, sbadata, goffa e a tratti inguardabile nelle retrovie con Frison, Sauro (mah) e il recidivo Spolli da Golden Globe. Sei gol, una carrettata di ammonizioni, e due evitabilissime espulsioni nelle prime due partite di campionato, riteniamo “bignamizzino” in maniera assai cruda ed evidente, la triste realtà di questo inizio di campionato, altro che serie A.
Non si può pensare di vincere manco un campionato di prima categoria con i proclami ferragostani,  la presunzione e zero investimenti. Il Livorno, tanto per citare una delle squadre maggiormente attrezzate per il salto di categoria, annovera tra le proprie bocche di fuoco in prima linea, i signori attaccanti: Jefferson, Galabinov, Vantaggiato e nientepopodimenoché Luca Siligardi. Noi invece, se malauguratamente si dovessero bloccare  Calaiò o Cani per un semplice raffreddore, saremmo probabilmente costretti a schierare in attacco l’ottimo team manager Maurizio Patti. Altro che serie A.
Ma smettiamola, abbiate rispetto per questa città, per la sua storia, per la sua tradizione calcistica e non, per i diecimila abbonati che gettando il cuore – e il portafoglio – oltre l’ostacolo, vi hanno nuovamente accordato una fiducia che forse non meritavate.
E ora che si fa? Ci accaniamo contro l’incauto (in queste prime due giornate) ma pur sempre prezioso e volenteroso mister Pellegrino? O magari pensate di  richiamare quell’autentico gentiluomo, come Maurizio d’altronde, di Rolando Maran? Oppure pensate di ricorrere alle cure di Serse Cosmi ( sarebbe De Canio 2, la vendetta), Ravanelli (mamma mia), Pasquale Marino (peggio che andar di notte) o magari all’irrascibile Delio Rossi o a Nicola (niente male in veritá, gli ultimi due).
Ma scusate, invece di cercare improbabili capri espiatori, non sarebbe stato meglio ACQUISTARE IN TEMPO un portiere di sicuro affidamento, un terzino magari non attenzionato da big europee… ( a proposito, che fine ha fatto Alvarez gran difensore e professionista?), un centrale di difesa rodato e magari italiano, non cedere Izco e comprare uno tra Pavoletti, Babacar, e Mancosu?
Mica si pretendevano De Maria a centrocampo e Rooney o Falcao in avanti, ma con tutto il denaro contante incassato dalle cessioni, e con l’entusiastica risposta alla campagna abbonamenti,  non era forse lecito aspettarsi qualcosina di più concreto in sede di calciomercato? Noi, pensiamo di si!
Forza e coraggio dunque, rimandate a tempi migliori gli esperimenti sulla pelle di una tifoseria e di una intera città, e magari, prendendo coscienza dei propri mezzi (non eccezionali come strombazzato ai quattro venti) e riacquistando un po’ di sana umiltà, qualcosa di buono, forse, questa squadra potrebbe anche cominciare a combinarla.
A cominciare da sabato prossimo, nella speranza che nel drammatico testacoda (sigh) Perugia-Catania,  i nostri eroi, si ricordino di mettere in campo gli attributi. Finalmente!
P.s. Che senso ha la fiducia a tempo – tre giornate, tre- per un allenatore giovane, preparato e motivato come Maurizio Pellegrino? Manco Zamparini…


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