Trasporti e Affari “antimafiosi”: chi si pappa la privatizzazione di Fontanarossa?


Pubblicato il 30 Dicembre 2012

All’indomani del “grande assalto” (stile western dei bei tempi) allo scalo catanese, leggiamo un po’ la stampa seria. E notiamo le coincidenze. Nel frattempo il governatore -già Raffaele Crocetta ora “Saro Confindustria”- esegue i desiderata del Potere. Quello vero.di iena miscredente Marco Benanti

E’ proprio vero, spesso è tutto una coincidenza: il giorno della decisiva assemblea Sac per le nuove nomine del governo della società di gestione dell’aeroporto di Fontanarossa,cosa pubblica “La Sicilia” di Mario Ciancio? A pag 5 un articolo di Tony Zermo, dove, partendo dalla notizia dell’assemblea, si arriva a raccontare del grande bussiness degli aeroporti italiani, innescato dall’apposito (per chi comanda, cioè i soldi) governo Monti (“quello serio, tecnico e preparato”) che ha dato la possibilità di aumentare aumentare le tariffe aeroportuali. Tombola! Per chi? Per i grandi gruppi.

Lo racconta “La Sicilia” proprio la mattina del “grande assalto” quello alla “diligenza della Sac” che ha portato, grazie all’apposito (alla Confindustria di Montante-Lo Bello) Rosario Crocetta, al controllo da parte degli industriali siculi del maggior aeroporto del Mezzogiorno, quello di Fontanarossa. Primo passo, probabilmente per un nuovo controllo di fatto della città di Catania. E Mario Ciancio -che di Potere se ne intende- poteva rimanere “indifferente” a quanto sta avvenendo sotto il suo naso e nel resto dello Stivale dominato dalla finanza che manovra la politica come al teatro dei pupi il puparo muove i burattini?Nell’articolo –a pag 5- si racconta dello svilupparsi delle manovre per l’acquisto da parte dei privati di grandi scali, da Roma, a Firenze, da Torino, a Milano. Ora, sotto sotto (poi mica tanto) è tempo di Sicilia, tradotto Fontanarossa e Comiso, quest’ultimo dove Ciancio è di casa. E il nome che salta fuori è quello di Vito Gamberale. “…Gamberale ha fatto già i suoi sondaggi prendendo contatti con la dirigenza della Sac…” scrive Zermo, che conclude parlando del valore dell’aeroporto di Catania (una volta stimato in 450 milioni di euro). Occorre vendere, magari dopo avere messo a posto l’aeroporto. Con un’operazione in linea con Comiso. Che straordinarie concidenze!

Cosa è successo? Prima dell’ora di pranzo di ieri, 29 dicembre, la Sac era già nelle mani della Confindustria di Montante e Lo Bello. La privatizzazione –vero affare in prospettiva sullo scalo rossazzurro- è già in pole position. C’è soltanto da lavorarci un po’…E poi senza soldi non si canta messa, lo dicono anche i saggi. Il “grande assalto” servirà o no a qualcosa? Comunque, mentre la propaganda e i trombettieri del governo “Crocetta-Montante-Lo Bello” sono già all’opera richiamando il passato (esattamente Raffaele Lombardo, che è arrivato ad avere nel suo governo tre assessori di matrice confindustriale, a proposito di legalità e antimafia e usava i commissari come li ha usati Crocetta, ma forse “Saro Confindustria” lo ha superato in questo), in molti si attendono nuove dal futuro della Camera di Commercio di Catania, cacciata a pedate dal “grande assalto”, ma sempre appetita, non fosse altro perché socio di maggioranza relativa della Sac. Una nuova “stagione antimafia” e balle conseguenziali anche nell’ente camerale rossazzurro?

 


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