ULTIME da Palazzo di Giustizia di Catania: veleni di Farmacia e l’appello per la sparatoria in cui rimase gravemente ferita Laura Salafia


Pubblicato il 09 Giugno 2012

Procedimenti di grande interesse pubblico….Di Iena Giudiziaria

Due notizie di rilievo dal Palazzo di Giustizia di Catania. Si è tenuta una nuova udienza al processo davanti ai giudici della terza sezione del Tribunale di Catania –per disastro ambientale, falso e gestione di discarica non autorizzata, otto imputati fra dirigenti e responsabili della sicurezza- per i veleni del laboratorio della facoltà di Farmacia: è stato sentito il teste Domenico Prestia, fino al 2008 geologo della “It group”, società di indagine e bonifiche ambientali a cui l’Ateneo di Catania si è rivolta nel 2005.E’ venuto fuori un quadro piuttosto grave delle condizioni del laboratorio e dell’area adiacente: sostanze tossiche sversate nei lavandini, mancato bilanciamento dell’impianto di aerazione, terreno potenzialmente contaminato.

Lo stesso teste ha riferito, fra l’altro, nella sua lunga deposizione, di avere sperimentato una sensazione di bruciore alla gola e al viso, nel migliore di casi, durante una delle sue visite nell’ex facoltà. E’ emerso anche che l’Università anticipò alcune adeguamenti.E’ stata anche ammessa la perizia sul computer del giovane ricercatore -deceduto- Emanuele Patanè che ha contribuito con il suo coraggioso memoriale a fare scoppiare questo terribile caso. Prossima udienza il 22 giugno, con l’avvio della procedura di perizia.

Comincerà, invece, il 29 giugno prossimo il processo d’appello nei confronti di Andrea Rizzotti, l’ex impiegato del comune di Catania, che, il primo luglio del 2010, in piazza Dante, al centro storico, sparando contro Maurizio Gravino (rimasto ferito e poi guarito), colpì accidentalmente la studentessa Laura Salafia, rimasta da allora paralizzata. Un caso che ha scosso Catania e l’opinione pubblica nazionale, mostrando il volto violento e primitivo di una città da “far west”. Rizzotti è stato condannato, nell’ottobre scorso, in primo grado, col rito abbreviato, dal gup Luigi Barone, a 18 anni per duplice tentato omicidio. Questa volta, la giustizia mostra un volto rapido, come dovrebbe sempre essere: pochi mesi per avviare l’appello.


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