Zona industriale Catania, tra allarmi bomba e strade dissestate: lavoratrice ferita. Il caso arriva in Consiglio comunale


Pubblicato il 09 Maggio 2026

comunicato stampa sindacale

Insicurezza su insicurezza. Prima gli allarmi bomba che costringono tutti a lasciare lo stabilimento, poi l’attesa sulla strada, al buio e tra carreggiate dissestate. I lavoratori restano esposti a rischi continui e una lavoratrice si è rotta un piede dopo essere caduta in una buca.

È la situazione che stanno vivendo negli ultimi mesi i lavoratori del Centro di smistamento postale della zona industriale di Catania. Una vicenda segnalata più volte dal segretario provinciale FNC UGL Comunicazioni, Simone Summa, e che nelle ultime settimane è approdata anche in Consiglio comunale.

Il problema, infatti, non riguarda soltanto il centro di smistamento postale ma un’area dove operano numerose aziende e migliaia di lavoratori che quotidianamente devono fare i conti con carenze infrastrutturali e condizioni di sicurezza precarie.

“Da anni segnaliamo condizioni inaccettabili: strade dissestate e illuminazione insufficiente che mettono quotidianamente a rischio la sicurezza dei lavoratori”, dichiara Summa.

L’emergenza legata agli allarmi bomba si inserisce quindi in un contesto viario già critico. “Durante l’ultima emergenza, pochi giorni fa – spiega Summa – i lavoratori sono rimasti all’esterno per oltre due ore, in un contesto complesso, con il passaggio di mezzi pesanti e diversi fattori di rischio ambientale”.

UGL chiede controlli, interventi strutturali, manutenzione costante e tempi certi sugli interventi nella zona industriale, con particolare attenzione alle aree più esposte sotto il profilo della sicurezza e della viabilità.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Consiglio comunale.

“Le interrogazioni sono un passaggio importante, ma da sole non bastano”, afferma Giovanni Musumeci, segretario provinciale UGL Catania. “Nella zona industriale operano decine di aziende e migliaia di lavoratori che ogni giorno fanno i conti con strade pericolose, illuminazione insufficiente e condizioni che non possono più essere considerate ordinarie. Servono interventi concreti e soprattutto una programmazione condivisa con chi vive e lavora in quell’area, perché ci sono zone più sensibili che necessitano di maggiore attenzione e manutenzione continua”.

“Non è più tollerabile che i lavoratori paghino le conseguenze di ritardi e carenze strutturali”, afferma il segretario regionale FNC UGL Comunicazioni, Marcello Mandreucci.


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