1° LUGLIO: LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI PNRR GIUSTIZIA IN SICILIA E IN TUTTA ITALIA È UN RISULTATO DELLA LOTTA, MA LE PROROGHE FARSA NON BASTANO! NESSUNO DEVE ANDARE A CASA!


Pubblicato il 17 Luglio 2026

comunicato sindacale, riceviamo e pubblichiamo da Usb Sicilia

La giornata del 1° luglio ha segnato una svolta fondamentale per tanti lavoratori e lavoratrici del PNRR Giustizia. Nei palazzi di giustizia siciliani, e di tutta Italia, a partire dalle prime ore del mattino e fino a sera inoltrata, si è proceduto alla tanto agognata firma dei contratti a tempo indeterminato. Le 9.147 stabilizzazioni ottenute a livello nazionale non sono un regalo del Ministero: sono il frutto di anni di scioperi, assemblee e manifestazioni che USB ha guidato fianco a fianco con il Comitato Precari PNRR Giustizia.

Tuttavia, l’entusiasmo per chi ha finalmente conquistato il posto a tempo indeterminato si scontra con una realtà parziale e inaccettabile. Molti funzionari (addetti UPP e tecnici di amministrazione) sono stati trattenuti solo attraverso brevi proroghe trimestrali e spostati alle sezioni stralcio che saranno istituite presso i Tribunali sedi delle Corti d’Appello del distretto di appartenenza per occuparsi probabilmente di remigrazione, uno dei temi che questo Governo ritiene più importante della Giustizia! E no, non si tratta di complottismo o speculazione politica. Appare quanto meno sospetto che nello stesso DL il Ministero abbia istituito le sezioni stralcio per l’immigrazione e previsto di destinare ad esse i dipendenti esclusi dalla stabilizzazione, peraltro nel medesimo periodo in cui in Europa veniva approvata la nuova procedura per i rimpatri. In ogni caso, pur non indagando sulle intenzioni del Ns Ministero, è assolutamente certo che centinaia di colleghi abbiano dovuto lasciare gli Uffici in cui si erano specializzati e prestavano servizio egregiamente da anni, per essere parcheggiati nei corridoi dei tribunali in attesa della messa in opera di queste fantomatiche sezioni stralcio. Dovranno imparare da zero un nuovo servizio che svolgeranno per un trimestre, mandando in sofferenza gli Uffici giudiziari che hanno perso tali unità. Alcuni di loro hanno anche dovuto cambiare sede di lavoro da un giorno all’altro e stanno vivendo giornate di caos e incertezza sul loro futuro, in uffici completamente impreparati ad accoglierli. Si ritrovano come il loro primo giorno da precari e precarie, come se non fosse sufficiente un precariato di quasi 3 anni.

In Sicilia questa sorte è toccata a 173 lavoratrici e lavoratori, tra Addetti all’Ufficio per il processo e Tecnici di Amministrazione. Ad oggi, 10 giorni dopo la firma degli addendum contrattuali, questi lavoratori non sanno quali saranno i loro compiti e, cosa altrettanto grave, non sanno dove avranno una postazione, dato che l’edilizia giudiziaria è un altro grande tema mai risolto. Basti pensare che al Tribunale di Palermo sono arrivate dall’oggi al domani 70 nuove persone. Nel Tribunale di Catania invece le unità da collocare sono 55 e sembrerebbero destinate ad un gabbiotto prefabbricato che è stato installato in un cortile interno al di sotto del piano terra. E se questo non ci stupisce, dato che già dall’inizio del progetto PNRR a Catania sono stati installati dei box con spazi di lavoro risicati senza aperture sull’esterno, di sicuro continua ad indignarci.

Poi ci sono i lavoratori e le lavoratrici che, avendo superato 36 mesi di assunzione a tempo determinato, sono rimasti fuori da qualunque Ufficio, inseriti in una graduatoria che non da nessuna certezza di impiego.

La responsabilità di questa assurda situazione, di questa disparità di trattamento tra colleghi, è esclusivamente del Governo che continua a gestire i servizi essenziali dello Stato con la logica della precarietà strutturale. Aver spinto una parte dei lavoratori verso la proroga di pochi mesi o il limbo delle graduatorie è una scelta politica irresponsabile realizzata con una copertura finanziaria basata sui meri risparmi da cessazione anziché su fondi strutturali dedicati.

La vertenza continua

Per USB la battaglia non è terminata con le firme di questi giorni. L’obiettivo sindacale rimane unico, chiaro e non negoziabile: la stabilizzazione totale di tutto il personale! Non arretreremo di un millimetro finché l’ultimo lavoratore e l’ultima lavoratrice del PNRR Giustizia non avranno ottenuto la stabilità lavorativa che meritano.

La giustizia non è un bisogno a tempo determinato!

Dafne Anastasi

p/ USB PI Sicilia.


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