Al Teatro Stabile di Catania “La scomparsa di Majorana” uno dei testi più illuminati di Sciascia


Pubblicato il 04 Marzo 2024

LA SCOMPARSA DI MAJORANA A SALA VERGA

IN SCENA LA MISTERIOSA STORIA DEL FISICO SICILIANO

Il testo di Leonardo Sciascia, uno dei suoi saggi più illuminati, è messo in scena dal nipote Fabrizio Catalano.

Debutta martedì 5 marzo alle ore 20,45 alla Sala Verga del Teatro Stabile di Catania LA SCOMPARSA DI MAJORANA testo tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, trasposizione teatrale e regia di Fabrizio Catalano che di Sciascia è il nipote.  La scomparsa di Majorana è un saggio che Sciascia scrisse nel 1975 basandosi su un fatto di cronaca avvenuto nel 1938: la scomparsa di tale Ettore Majorana, promettente fisico siciliano, durante un viaggio in nave da Palermo a Napoli. Sciascia raccolse notizie sul fatto, dichiarazioni di persone vicine al fisico e poi le rielaborò, con la solita maestria, in modo personale giocando con il mito dell’intelligenza suprema e delle sue presunte capacità profetiche, scrivendo uno dei suoi libri più illuminati.

Si dice infatti che Majorana quando scomparse era concentrato su studi di cui non parlava con nessuno, forse perché aveva intuito prima di altri la strada per la creazione di una devastante arma nucleare, e ne era rimasta atterrito a tal punto da volersi estraniare dal mondo prima che questo precipitasse nel baratro dell’era atomica. Questa è la tesi di fondo di Sciascia.

“Lo spettacolo è una indagine poliziesca con quattro protagonisti – spiega nelle note di regia Fabrizio Catalano – Una donna medico che nel 1945 si trova a soccorrere in un ospedale di provincia un uomo avvolto in una tunica di certosino che rifiuta di rivelare la sua identità. Un commissario di pubblica sicurezza che crede di riconoscere in lui Ettore Majorana. Laura Fermi, moglie dell’illustre Premio Nobel che viene convocato per riconoscere l’uomo. Questi quattro personaggi per tutta la notte daranno vita a una sorta di processo dove l’intruso si trasformerà da imputato in accusatore, da inquisito in voce della coscienza.

“In un contesto come quello attuale – dice ancora Catalano – il teatro deve diversificare la propria offerta e accendere il dibattito, stimolare domande e riflessioni, suggerire idee e punti di vista inediti. Deve calarsi nella realtà: scandagliare il passato e contribuire a migliorare il

futuro. Una storia vera come quella di Majorana – il tormento struggente di un individuo che vorrebbe salvare il pianeta dalla catastrofe – è al contempo  un susseguirsi di emozioni e un monito pei l’avvenire. Ognuno di noi può compiere un piccolo gesto,  per proteggere l’umanità dall’autodistruzione”.

Il 5 marzo alle ore 19 nel Ridotto di Sala Verga presentazione del libro “L’arte della variazione: il moralista perfetto. Ettore Majorana, un intellettuale al bivio” Algra Editore di Gabriella Congiu, critico letterario, saggista e giornalista. Sarà presente l’autrice.

LA SCOMPARSA DI MAJORANA

tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia

trasposizione teatrale e regia Fabrizio Catalano

con Loredana Cannata, Alessio Caruso, Roberto Negri, Giada Colonna

scene e costumi Katia Titolo

musiche Fabio Lombardi

produzione Associazione Culturale LAROS di Gino Caudai.


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