Allarme sindacati su Tecnis: “ritardi del Ministero, operazioni di vendita rallentate” Mercoledì manifestazione davanti la Prefettura


Pubblicato il 15 Aprile 2019

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Catania

Comunicato stampa 

Vertenza TECNIS, nuovo allarme dei sindacati: “Ritardi del Ministero. Operazioni di vendita rallentate”. Mercoledì 17 manifestazione davanti la Prefettura.

I sindacati catanesi lanciano un nuovo allarme per la vertenza TECNIS.

Anche i lavoratori catanesi dei cantieri  edili  e gli impiegati di sede  Infatti, organizzano  con Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Catania, un presidio davanti la Prefettura di via Etnea mercoledì 17 a partire dalle ore 10, per “manifestare il proprio dissenso rispetto ai ritardi con i quali il MISE sta affrontando la vertenza dell’azienda di costruzioni TECNIS”.

La protesta nasce in occasione della mobilitazione nazionale indetta dalle sigle sindacali delle categorie nazionali a Roma, ma a Catania la giornata riveste un valore particolare visto che è su Catania che l azienda ha la propria sede, come viene segnalato  in un documento ufficiale firmato dalle tre segreterie territoriali, “le operazioni di vendita della Tecnis sono state fermate. In particolare,  è prima saltata la trattativa di vendita a Pessina Costruzioni, l’azienda che aveva proposto di acquistare in blocco tutte le attività. In seconda battuta si è invece, arenata, per volontà del Ministero dello Svuluppo economico, anche la possibilità di procedere con l’aggiudicazione provvisoria al secondo offerente, la “Arechi e D’Agostino”, la cui offerta era considerata economicamente vantaggiosa. Il Ministero ha scelto di avviare approfondimenti sulla gestione commissariale”.

In questo modo viene dunque congelata  anche la vendita e prosegue di conseguenza anche la fase commissariale che per i sindacati equivale a rischio il proseguo delle attività. 

La vendita sarebbe invece un’operazione  necessaria . Al contrario, la mancata ripresa delle attività per la immediata messa in vendita, rischia di determinare il tracollo dell’azienda per il repentino aumento della situazione debitoria e il decremento dei ricavi. E lo scenario in questa prospettiva diventerebbe non certo rassicurante. 

Se il MISE non decide  e se non si procede alla immediata vendita del complesso delle attività di Tecnis, verranno messi a rischio i posti di lavoro e danneggiati irrimediabilmente i fornitori. In sostanza, le opere rischierebbero di non poter più essere completate”.

 


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