“American Movies” a Taormina con la grande orchestra del Teatro Massimo “Bellini” di Catania


Pubblicato il 06 Settembre 2020

di Carlo Majorana Gravina

Un’orchestra sinfonica valida, ben costruita in tutte le sezioni, è un patrimonio insostituibile, di valore inestimabile. Con questa consapevolezza, i maestri Giovanni Cultrera di Montesano e Fabrizio Maria Carminati, rispettivamente sovrintendente e direttore artistico del teatro “Bellini” di Catania, hanno deciso coraggiosamente di non mettere in cassa integrazione orchestra e coro dell’ente per il lockdown: il musicista non deve mai perdere il contatto con lo strumento, ancor quando si tratti della propria voce.

Due musicisti esperti e competenti come loro non potevano restare stregati dal canto di Circe dei provvedimenti governativi emanati per limitare e contrastare il pericolo di pandemia.

Il risultato si è visto col concerto di esordio della programmazione estiva 2020 “Bellezza e Belcanto” al Teatro Antico di Taormina, coproduttore la Fondazione Taormina Arte Sicilia, dal titolo “American Movies”, diretto da Carmen Failla.

Fuori dai canoni classici, davanti a una platea rapita, sono state eseguite le celeberrime colonne sonore dei film: My fair lady (Frederick Loewe); Theme of 007 (John Barry); Colazione da Tiffany (Henri Mancini); I pirati dei Caraibi (Klaus Badelt); The Mission (Ennio Morricone); The polar express, Ritorno al futuro (Alan Silvestri); Superman march, Harry Potter, ET. L’extraterrestre, Schindler’s list, Indiana Jones e la suite sinfonica di Star War (John Williams).

Davanti a un pubblico numeroso, l’orchestra del “Bellini” ha liberato una sonorità portentosa, facendo vibrare l’antica cavea ed emozionando il pubblico. L’esperta bacchetta di Carmen Failla ha diretto con trasporto il poderoso complesso sinfonico, incrementato da pianoforte e moderne percussioni, in un itinerario suggestivo che ha ricreato momenti magici, già vissuti nelle sale cinematografiche, grazie alle musiche dei film cult del programma.

Ben conosciamo le prodezze di Failla, attuale direttore musicale di palcoscenico dell’ente, la sua duttilità e adattabilità a offerte musicali innovative, la grande esperienza e la solida formazione: un valore aggiunto del “Bellini” che induce a scrutare quanto c’è tra le quinte di un teatro lirico-sinfonico famoso e celebrato nel mondo.

Condiviso dall’orchestra, fuori programma, è stato reso un omaggio speciale al maestro Ennio Morricone, più volte premio Oscar italiano alla kermesse più celebre del cinema americano, recentemente scomparso.

Con orgoglio, il sovrintendente Cultrera evidenzia “l’attività svolta durante il lockdown (i compiti a casa, n.d.r.) ci consente di ricominciare con grande qualità”. In effetti il “Bellini” – maestranze, personale coro e professori d’orchestra -, non si è mai fermato: ha solo atteso il momento di ricucire i legami con pubblico e platee per i quali è punto di riferimento insostituibile e qualificante elemento identitario.

Questa prima uscita del nuovo staff dirigenziale del “Bellini”, sulle stagioni 2020 sabotate dal covid non abbiamo elementi, ci riporta alle interviste rilasciate negli scorsi anni da Uto Ughi “una volta fioriva l’arte in Italia; oggi non si trovano i finanziamenti per le orchestre sinfoniche e si gettano i denari per scempiaggini che nulla hanno di artistico: è la vittoria del male, la migliore premessa per l’indifferenza”: un leitmotiv di denuncia per lo smantellamento delle tre orchestre Rai e non solo. Ughi poi, citando Baudelaire “i grandi artisti sono come dei fari che rischiarano il cammino alle generazioni che vengono dopo”, arrivava all’altro argomento che gli sta a cuore “le istituzioni pubbliche e le imprese debbono operare nella consapevolezza di dar vita a una grande sfida di civiltà: aprire le porte della grande musica ai giovani. Andiamo avanti perché la musica è un grande veicolo di pace, cultura, sensibilità” e concludere “in Austria, in Germania, far musica tra amici la domenica è usanza molto diffusa. Da noi si va alla partita. Del resto in Germania ci sono 125 orchestre, da noi 25 a causa del malgoverno. Sono stati fatti dei tagli e le società dei concerti non hanno contributi statali. La commissione cultura europea ha sostenuto 11 progetti di cui uno solo italiano. Bisognerebbe iniziare a parlare di educazione musicale a scuola, dalla primaria ai licei, non come disciplina opzionale ma obbligatoria. La musica ha una fondamentale componente spirituale”.

Il grande violinista, non si abbandonava a un Cicero pro domo sua: i concerti rock nati in altri paesi e in altri contesti culturali di altre valenze, non ci appartengono; l’Italia è celebrata nel mondo per le sue favolose città d’arte e per la lirica; questa, nell’immaginario collettivo mondiale, prevale di gran lunga su pizza e pastasciutta.

“American Movies”, ha messo in luce capacità e potenzialità dell’orchestra del “Bellini”, ed ha fatto conoscere, mostrandola, quanta e quale qualità musicale sia necessaria a imprese complesse come la cinematografia: fermandoci in sala, al termine della proiezione, per seguire i titoli di coda comprenderemmo la complessità di una forma d’arte che, a giusto titolo, viene definita la decima musa. Queste musiche sono una possibilità in più, un’altra freccia all’arco del tempio della musica di Catania e della sua orchestra.

 

 

 


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