Angelo e Raffaele Lombardo davanti al Gup: la Procura chiede il rinvio a giudizio, la Difesa dei Lombardo il rito abbreviato condizionato


Pubblicato il 23 Luglio 2012

Stamane udienza davanti al Gup Marina Rizza: adesso se ne riparlerà ad ottobre. Il governatore: “affronterò il procedimento da cittadino semplice”

di Iena Giudiziaria, Marco Benanti

Nel corso dell’udienza tenutasi stamane dinnanzi al Gup Marina Rizza, la Procura della Repubblica di Catania, con il capo dell’Ufficio Giovanni Salvi, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio, per corruzione elettorale aggravata dall’avere favorito l’associazione mafiosa nelle elezioni politiche del 2008, nei confronti dei fratelli Angelo e Raffaele Lombardo, il primo parlamentare nazionale dell’Mpa, l’altro presidente della Regione Siciliana.

Dal canto suo, la Difesa dei due politici siciliani ha anticipato che chiederà il rito abbreviato, ossia allo stato degli atti, condizionato all’acquisizione di alcuni mezzi istruttori. La Procura, con il dott. Giovanni Salvi, ha fatto sapere che valuterà se opporsi o meno alla richiesta dopo aver preso atto di quelle che sono le condizioni alle quali la Difesa dei Lombardo intende vincolare la richiesta di rito abbreviato. In ogni caso sarà poi il Gup a decidere.

Quasi certa, invece, la riunione dei due procedimenti penali, ossia quello rinviato per difetto di competenza, dopo la contestazione dell’aggravante mafiosa, dal giudice Michele Fichera alla Procura e quello trattato, stamane, davanti al gup Marina Rizza, che deriva dall’imputazione coatta disposta dal Gip Luigi Barone. Questi gli ultimi sviluppi della vicenda Lombardo.

L’udienza di questa mattina è stata caratterizzata dal controesame del maggiore dei carabinieri del Ros, Lucio Arcidiacono, che sarà sentito anche nella prossima udienza rinviata al 9 ottobre. Il gup ha già fissato il calendario del procedimento prevedendo un’altra udienza per il 30 ottobre prossimo.

Stamane, Lombardo si è presentato in Tribunale mostrando sotto l’occhio destro un cerotto: ha spiegato ai cronisti che si tratta di una piccola ferita, causata dall’impatto su un ramoscello, che lo avrebbe colpito mentre era alle prese con le “bizze” di un gallo.

Particolare a parte, il presidente della Regione, accompagnato dai suoi legali, il prof. Giudo Ziccone e l’avv. Alessandro Benedetti ha fatto ingresso in aula intorno alle 10, seguito dal Procuratore della Repubblica Giovanni Salvi. L’udienza è durata a lungo. Adesso, se ne riparlerà dopo il periodo feriale estivo.

Lombardo, al termine dell’udienza, con accanto il suo legale, l’avv. Benedetti ha dichiarato in merito a quanto sentito in aula in precedenza: “non si è indagato come si doveva, non è stato accertato nulla per quanto mi riguarda”. Ha detto l’avv. Benedetti: “nessun collegamento diretto o indiretto con i soggetti evocati. Siamo a livello di ipotesi investigative”.

Lombardo, ha altresì detto: “leggete, leggete questo verbale di controesame“. E sulla veste in cui affronterà il procedimento ad ottobre: da Presidente? “Da cittadino semplice, mi sentirò molto più sereno nell’affrontarlo”.


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