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Animaliste diffidano Tremestieri Etneo: stop trasferimento 13 cani
Pubblicato il 24 Gennaio 2026
Le associazioni animaliste diffidano il Comune di Tremestieri Etneo (CT): no al trasferimento dei 13 cani, sì a una Cabina di Regia per la tutela dei cani ricoverati presso l’associazione rifugio Acae
Dieci associazioni animaliste, tra cui Le Aristogatte, L’Altra Zampa, Asa, Teg4Friends, Lida Catania, Asa, Upa, L’animale libero Lal, LEAL, OIPA Italia, Ass. Amici degli Animali barcellonapg-milazzo, intervengono per tutelare il benessere dei 13 cani randagi attualmente ospitati presso l’associazione rifugio ACAE – Dog Village di Mascalucia e diffidano il Comune di Tremestieri Etneo (CT) dal procedere al loro trasferimento presso una struttura privata situata a Caltagirone, chiedendo contestualmente l’istituzione di una Cabina di Regia con la partecipazione delle associazioni.
Le associazioni hanno appreso con forte preoccupazione dell’imminente spostamento dei cani, decisione ritenuta incomprensibile e gravemente lesiva del loro benessere. I 13 animali sono da anni accuditi da volontari ed esperti comportamentalisti, all’interno di un percorso virtuoso che ha già prodotto risultati concreti: su 171 cani ricoverati dal Comune, 111 sono stati adottati e 23 reimmessi sul territorio nel rispetto della normativa regionale; solo 13 risultano oggi ancora in canile, per i quali è in corso un attivo lavoro di adozione.
Il trasferimento in una struttura distante decine di chilometri interromperebbe questo percorso, compromettendo gli equilibri psicofisici raggiunti dagli animali, rendendo di fatto impossibili le visite dei volontari e riducendo drasticamente le possibilità di adozione. Ciò esporrebbe i cani a una sofferenza ingiustificata, con il rischio concreto di una detenzione a vita in canile, oltre a maggiori costi per la collettività.
Ulteriori criticità riguardano l’affidamento del servizio di cattura e soccorso a una ditta situata a oltre 80 km dal territorio comunale, condizione incompatibile con interventi tempestivi e idonei a garantire l’incolumità degli animali, sicuramente impossibile l’intervento entro 45 minuti.
Le associazioni denunciano inoltre la totale esclusione delle realtà animaliste, degli etologi e dei tutor, figure fondamentali nella prevenzione del randagismo, in violazione della Legge regionale 15/2022, art. 4, comma 5, lett. f).
Inoltre, programmare un trasferimento dei cani potrebbe provocare un forte senso di disorientamento, frustrazione e solitudine negli animali rendendo, per queste ragioni, tale spostamento assolutamente scorretto da un punto di vista etologico, oltre che configurarsi la violazione dell’art. 9 della Costituzione e anche il reato di maltrattamento di animali, sanzionato ex art. 544 ter c.p..
L’avv. Pisani Floriana evidenzia che le associazioni animaliste hanno un ruolo essenziale e centrale riconosciuto anche dalla giurisprudenza amministrativa: il TAR di Catania, con le sentenze n. 3844/2024 (avente ad oggetto il diritto ad alimentare i randagi senza alcuna limitazione) e n. 4137/2024 (avente ad oggetto il diritto dei cani a non essere ingiustamente accalappiati e rinchiusi in canile), ha affermato la piena legittimazione delle associazioni a intervenire sul territorio a tutela del benessere animale.
L’avv. Pisani insieme con gli avvocati Gaetana Cipolla, Margherita Mannino, Aurora Rosaria Loprete, Claudia Taccani, Scardino Mario hanno quindi formalmente diffidato il Comune e la Commissione Straordinaria Prefettizia composta dalla Dott.ssa DI DIO DATOLA Giuseppina Maria Patrizia, dalla Dott.ssa SALERNO Maria e dal Dott. LO FERMO Vincenzo a non procedere al trasferimento dei 13 cani, evidenziando il grave danno etologico che ne deriverebbe e chiedendo per conto delle associazioni l’istituzione di una Cabina di Regia al fine di esporre le molteplici criticità del trasferimento immotivato di 13 cani dal Comune di Tremestieri Etneo in Catania al Comune di Caltagirone per definire protocolli condivisi e linee guida univoche per la gestione del randagismo, nel rispetto degli animali quali esseri senzienti, tutelati dall’art. 9 della Costituzione.
Le associazioni ribadiscono che i cani non sono pacchi né lotti di gara, ma esseri viventi, e che nessuna scelta amministrativa può prescindere dalla tutela della loro dignità e del loro benessere etologico. L’Avv. Tania Cipolla precisa che i cani non sono “lotti” ma esseri senzienti che non possono a discrezione dell’amministrazione essere spostati da un canile ad un altro, senza una previa valutazione dello stato degli animali, delle conseguenze dello spostamento, del percorso psicofisico intrapreso per il loro recupero e per la loro adozione, tutti aspetti, come riferito da alcuni volontari che hanno partecipato ad un una riunione avutasi ieri pomeriggio con i Commissari, non risulterebbero essere stati presi in considerazione.
Si evidenzia che i Comuni non hanno illimitati poteri tecnico-discrezionali, dovendo avere sempre come principio base la tutela etologica degli animali avendo il legislatore vietato forme di maltrattamento degli animali. La deportazione dei cani per questioni di carattere burocratico rappresenta un trattamento crudele di detti animali, non conforme a legge, violando il loro diritto a essere trattati con dignità e rispetto.




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