Ammettiamo che siamo stati sul punto di commuoverci persino noi nell’ascoltare le parole vibranti d’emozione del direttore de “La Sicilia” Antonello Piraneo il quale descriveva con lirismo appassionato, nel suo consueto reel ad uso e consumo del mondo social, il trasferimento del quotidiano etneo dalla storica sede di viale Odorico da Pordenone – quello che […]
BACI ED ABBRACCI PER TUTTI NELLA NUOVA SEDE DEL GIORNALE “LA SICILIA”
Pubblicato il 11 Gennaio 2026
Ammettiamo che siamo stati sul punto di commuoverci persino noi nell’ascoltare le parole vibranti d’emozione del direttore de “La Sicilia” Antonello Piraneo il quale descriveva con lirismo appassionato, nel suo consueto reel ad uso e consumo del mondo social, il trasferimento del quotidiano etneo dalla storica sede di viale Odorico da Pordenone – quello che i detrattori, fior di zoticoni, hanno sempre descritto come il Palazzaccio – presso la sfarzosa villa Scammacca di piazza Michelangelo. Ed il toccante aziendalismo di Piraneo ha impregnato un quadro che più zuccheroso non si poteva: una sorta di eden del giornalismo con magnificenti progetti all’orizzonte, moderni open spaces allestiti occhieggianti il New York Times, annunciate assunzioni a go go di giornalisti in procinto di essere formalizzate unitamente- raccontano i bene informati – all’acquisto di un canale tv di prossima ufficializzazione. Ed i politici locali non potevano certo mancare nel fare sentire la loro vicinanza – more solito disinteressata – al neo editore Salvatore Palella: oltre dieci anni addietro protagonista iracondo di conferenze stampa sboccate in quel di Acireale all’atto della sua fallimentare esperienza come patron calcistico dei granata ed oggi dispensatore di inglesismi e cerimoniere trasversale di un quotidiano che intende strizzare l’occhio a tutti i potenti della politica regionale e cittadina.
Dal presidente della regione Renato Schifani che si é sciroppato gli oltre 200 chilometri della Palermo Catania per celebrare “un’informazione che non sia avvelenata” e lontana dai leoni da tastiera dei social (ha indubbiamente scelto l’indirizzo più idoneo: di leoni da queste parti se ne sono visti storicamente pochini) al primo cittadino catanese Enrico Trantino che con uno dei suoi famigerati e sempliciotti sermoncini ha allietato – ed annoiato – l’uditorio rivendicando il suo antico status di lettore de “La Sicilia” insieme all’amicizia con l’editore. Per finire con il di verde vestito Enzo Bianco recente campione di presenzialismo su facebook tra gite in famiglia e riunioni conviviali con figliolina al seguito – che non poteva mancare nei selfies celebrativi per coprire a sinistra (si fa per dire naturalmente) gli interlocutori del nuovo (si fa per dire naturalmente) giornale cittadino.
Tutto molto catanese insomma. In una città dove si è tutti amici, non si parla mai male di nessuno, non si vanno a prendere negli armadi gli scheletri di alcuno e dove un giornalista cinque anni addietro poteva alludere alle ombre degli albori imprenditoriali del buon Palella e delle contiguità dello stesso con ambienti non adamantini per poi bearsi della sua promozione a vice direttore del giornale edito dallo stesso imprenditore di cui aveva tratteggiato un quadro poco bucolico.
Certo qualche perfido osservatore potrebbe dubitare del ruolo terzo ed equidistante di un quotidiano che dovrebbe vigilare sull’operato della politica a beneficio dell’opinione pubblica che apre le porte a tutto l’arco costituzionale regionale in un profluvio di servili encomi, sorrisi studiati, pacche sulle spalle, cortigianeria assortita e selfie a go go. Ma queste sono quisquilie patrimonio degli invidiosi a cui non ci uniamo.
La Sicilia è viva e lotta insieme a noi. Questa è la cosa più importante.
Saluti liberi ed indipendenti.
Luca Allegra. (con il concorso esterno di Marco Benanti).




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