Catania “Formula Uno”: “Giustizia temporizzata” nel tributario?


Pubblicato il 22 Agosto 2020

di iena giudiziaria marco benanti

Non è tutto nero anche in periodo di possibile recrudescenza di Covid. Le belle notizie arrivano -paradossalmente, almeno così appare- da una sede non proprio modello per i tempi della giustizia: Catania. In particolare, “si corre” per i contenziosi tributari: basta leggere le “misure organizzative per le pubbliche udienze” nel periodo 15 settembre al 31 ottobre 2020.

Il documento, che porta la firma di Silvio Raffiotta, Presidente della Commissione tributaria provinciale di Catania, è davvero per le udienze in arrivo dopo la pausa estiva una sorta di modello di “giustizia veloce” , in tempo post-Covid. O meglio, potrebbe sembrare un “modello di giustizia” con “tempi aziendalisti”. Perchè, come vuole il pensiero dominante da molti anni, la giustizia, per essere vera, deve essere veloce: e la velocità parrebbe misurarsi con parametri che ricordano quelli di un’ azienda privata. Che poi le dinamiche di un’impresa possano coniugarsi con le esigenze, in senso lato, di uno Stato lo lasciamo alla sensibilità degli operatori della cosiddetta giustizia, pardon dei giuristi. Che, da anni, tranne poche “voci nel deserto”, hanno mostrato di apprezzare. O magari soltanto hanno subìto. In silenzio.

“…Il presidente del collegio giudicante, dovendo l’udienza pubblica durare un’ora, inviterà le parti a concentrare la discussione nel tempo necessario per garantire a tutti di parteciparvi. Esaurito il tempo concesso, sarà tolta la parola. ..” Proprio così: “tolta la parola”. Che si deve fare presto, pardon secondo le regole. Questo passaggio del documento a firma del dott. Raffiotta converge dopo il richiamo alle regole in tema di contrasto al Covid (sacrosante) sulla “sostanza” di queste prescrizioni. Per cogliere la “sostanza” appunto facciamo notare che con questi “ritmi” di dovranno celebrare 20 udienze in un’ora. Tradotto: 3 minuti tra relazione del Giudice relatore, 1 minuto al difensore del ricorrente, 1 minuto all’Agenzia dell’Entrate…se non c’è anche “Riscossione Sicilia”…

“Più veloce della Luce?”? “Giustizia modello Speedy Gonzales”? Non sappiamo, di certo appare questo un modello per una “giustizia temporizzata”. E’ questo davvero il modello di giustizia che vogliamo? Anche se le esigenze di “fare presto” possono sembrare per certi aspetti legittime, è questa la via per raggiungere lo stesso obiettivo? Non ce ne sono altre? Non esiste il rischio che a “rimetterci” -sul versante delle possibilità di difendersi (ma non è un principio costituzionale?)- siano i meno abbienti, i meno “socialmente” forti? Chissà, anche se a noi appare ipotesi non da trascurare. Ecco, in generale, noi non condividiamo.

Chissà chi vorrà, fra i professionisti del settore -chessò qualche avvocato che non vuole magari essere relegato quasi nel ruolo di un “rompiscatole” o affini- dirlo apertamente. Vedremo….Di certo, per rendere omaggio alla memoria storica, non ci appare slegato a quanto scritto dal Presidente Raffiotta il contenuto di un’intervista allo stesso magistrato rilasciata a “La Sicilia” qualche tempo fa. Un quadro della situazione, con aspetti alquanto inquietanti sul fenomeno evasione fiscale e in generale sulla condizione della giustizia tributaria sotto l’Etna: questa, in estrema sintesi, le dichiarazioni del Presidente Raffiotta. Con toni piuttosto perentori sul piano della forma espressiva, si direbbe. Dichiarò, fra l’altro, Raffiotta:

“operiamo in un territorio ad altissimo tasso di evasione fiscale ed è altrettanto evidente che ci troviamo di fronte a un livello di litigiosità fiscale che possiamo definire esagerata… ”

Ma ora è il momento dell’agire, del puntare sui risultati (quanti processi svolti, quante sentenze, etc) forse meno sulla qualità complessiva, anche perchè magari qualcuno potrebbe dire che “le polemiche fanno perdere tempo”. Che è -come sa chi conosce il mondo, magari dall’ osservatorio di un Cda- è “oro”.

 


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