Catania, il sindaco Raffaele Stancanelli, l’auto blu, lasiciliaweb: chi ha paura della verità?


Pubblicato il 10 Giugno 2012

di Massimo Malerba*

Sul web esiste una regola non scritta ma inviolabile come una legge: i post non si rimuovono. Si possono correggere, integrare, modificare ma rimuovere no: mai, per nessuna ragione. E per due buoni motivi: uno pratico e l’altro “deontologico”. Il motivo “deontologico” è che i link, una volta pubblicati, vengono condivisi sulle timelines, rilanciati nei social network, rebloggati, commentati, sottoposti a discussione e confronto. Rimuovere un post, censurarlo, significa ledere la web reputation di chiunque l’abbia condiviso. E’ un atto di disprezzo nei confronti dei propri lettori e di chi l’ha commentato.

Ma è anche, dicevo, illogico sul piano pratico e metodologico. La rete, per definizione e per netiquette, non è censurabile. Pensare di adottare nel web le metodologie e i filtri del mainstream, come per esempio la censura, è un esercizio che lascia il tempo che trova, anzi controproducente: Sì perché nel web nulla, in definitiva, è tecnicamente censurabile. I post, anche quando rimossi, rimangono nella cache e nella ricerca di google (vedi foto sotto), negli screenshot di chi li ha tempestivamente catturati, negli occhi e nella memoria di chi li ha visti.

Per questo, ciò che ha fatto oggi “lasiciliaweb”, autocensurando il post sul viaggio in auto blu di Stancanelli dopo averlo lasciato per qualche ora in home, serve solo ad amplificare la portata di quel fatto, a scatenare interrogativi e sospetti, ad evocare scenari torbidi: non è che, per esempio, a chiedere la rimozione del post sia stato lo stesso Stancanelli? E quale rapporto di potere o di interesse giustifica un simile atto? Cosa si vuole nascondere? E perché non replicare anziché cancellare?

E’ vero, conosciamo tutti Mario Ciancio, la sua storia e i suoi metodi sbrigativi, spregiudicati e un po’ rozzi. E tuttavia, ci saremmo aspettati che chi gestisce il sito (che certamente disapprova quei metodi), gli spiegasse che non siamo negli anni ’80, che censura e manipolazione è roba che può continuare ad esercitare sul cartaceo (per quel poco che ancora durerà considerato il vertiginoso tracollo di vendite). In ogni caso la frittata ormai è fatta. La versione online del quotidiano di Ciancio ha dimostrato tutta la sua inaffidabilità: e questo è un marchio che rimane. Il post è stato rimosso e adesso tutti si interrogano sul perché. Nel frattempo, però, un consiglio a tutti i (pochi) lettori de “lasiciliaweb”: non condividete più i post del quotidiano. Ne va della vostra reputazione in rete. *il postviola


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