Catania in fondo alla classifica sulla qualità della vita: e meno male!


Pubblicato il 02 Dicembre 2025

Finalmente una buona notizia: siamo ancora ultimi

Anche quest’anno è arrivato puntuale come le promesse elettorali (e altrettanto deprimente) l’appuntamento con la classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle città italiane. E indovinate un po’? Le città del sud occupano orgogliosamente gli ultimi posti. Catania compresa, naturalmente.
Come da copione ben rodato, si scatena l’indignazione generale. L’orda dei benpensanti si riversa sui social, pronta a puntare il dito. La sinistra si indigna quando governa la destra, la destra quando comanda la sinistra. Un valzer perfettamente sincronizzato che si ripete con la precisione di un orologio svizzero.
Invertendo i fattori, il risultato non cambia: le città del sud sono sempre in fondo alla classifica.
E sapete una cosa? Meno male che siamo in questa situazione.
Il disastro evitato
Ma vi immaginate Catania in alto tra le città dove la qualità della vita è più alta?
Sarebbe la catastrofe. Cittadini di tutto il mondo verrebbero a vivere qui. Troverebbero, oltre alla qualità della vita alta, tutti i benefici di questa terra spettacolare: il mare, l’Etna, il clima, il cibo, la cultura. Un paradiso in terra, insomma.
E noi? Noi ci ritroveremmo sommersi da un’invasione di persone felici e soddisfatte che hanno deciso di mettere radici nella nostra terra. Che incubo!

Fortunatamente, invece, da noi vengono solo per fare le vacanze. Stanno una settimana, forse quindici giorni. Si godono quanto di più bello c’è di questa terra, ce lo pagano da turisti (non da cittadini), e poi – grazie al cielo – se ne vanno.
Niente code infinite al comune, niente competizione per gli appartamenti, niente file dal dottore. Solo turisti che arrivano, spendono, ammirano e ripartono. Il sistema perfetto.
Il segreto del successo
D’altronde, come si potrebbe aspettarsi risultati diversi quando si continuano a votare sempre le stesse persone? Cambiano partito, cambiano indirizzo politico, cambiano schieramento d’appartenenza, ma sempre gli stessi rimangono.
È una garanzia di continuità che poche altre città possono vantare. Una stabilità ammirevole, se vogliamo vederla da questo punto di vista.
Da cittadino innamorato della mia terra, dico: meno male che siamo in fondo alla classifica sulla qualità della vita. Così posso condividere per un breve periodo le meraviglie della mia terra con turisti che pagano, senza doverle condividere tutto l’anno con nuovi residenti che pretenderebbero servizi funzionanti.
È il compromesso perfetto: goderci il nostro splendido caos mediterraneo in santa pace, aprire le porte solo temporaneamente a chi vuole ammirarlo (possibilmente con portafoglio ben fornito), e poi tornare alla nostra routine fatta di disservizi e inefficienze che, evidentemente, ci proteggono dall’invasione.

Quindi sì, lunga vita all’ultimo posto in classifica. È la nostra fortuna mascherata da sfortuna, il nostro scudo invisibile contro il progresso che porterebbe troppe persone con cui condividere quanto è bella questa terra.
E quando tra un anno tornerà fuori la solita classifica con Catania sempre in fondo, non indigniamoci. Sorridiamo consapevoli: abbiamo salvato per un altro anno il nostro segreto.
Meno male che va così male!

iena che osserva.


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