Catania “supermarket… condito di legalità all’italiana”: chi s’ammucca la Camera di Commercio? Lunedì vecchi o nuovi “botti”?


Pubblicato il 04 Aprile 2014

In nome dei “sacri principi” (una sistemazione per sè e i propri amici?) si avvicina l’ennesima “momento della verità” nell’ente camerale rossazzurro.

Uno squallido spaccato di una città senza gruppi dirigenti. Una città preda di quattro biechi interessi di parte…di iena alla rouletteDopo lo “spettacolo” del 19 marzo scorsohttp://www.ienesiciliane.it/cronaca/13936-flashiene-camera-di-commercio-da-ammuccarsi-manca-il-numero-legale-tutto-rinviato.html

lunedì mattina, alle 10, si ritorna a votare in consiglio per il presidente della Camera di Commercio, da due anni commissariata.

Chi vincerà alla “roulette delle corporazioni”? Confindustria -che, malgrado il servilismo di gran parte dei media e della politica siciliana, rappresenta ormai un plateale caso viste le dimensioni del predominio in Sicilia- vuole anche questa poltrona.

Il Presidente di Confindustria Catania Domenico Bonaccorsi è candidato. La candidatura della “mediazione” possibile -con l’altro schieramento, guidato dalla Confcommercio di Pietro Agen- era stata indicata in Totò Bonura, segretario della Cna. Da pochi giorni Bonura è presidente della Sac. Nella Fontanarossa in mano agli industriali è arrivato uno dei principali rappresentanti dell’artigianato. La “pallina della roulette” dovrebbe cominciare ad andare in una direzione?

In questa quadro, cosa faranno le altre sigle (Claai, Casa e Confartigianato?) Viste le prospettive, è probabile uno spostamento verso lo schieramento confindustriale -magari non totale- anche delle sigle dell’artigianato catanese.Ergo, che farà lo schieramento avversario?

Se manterrà la stessa forza del 19 marzo, potrebbe riuscire a bloccare l’assemblea e il voto. Con la prospettiva, in caso di dimissioni dei 12 legati allo schieramento di Confcommercio, di una “paralisi” che potrebbe portare ad un nuovo commissariamento. “Pallina” ferma e tutto da rifare?

Altrimenti, Confindustria conterà l’ennesima vittoria. Nel silenzio pressocchè unanime di stampa e politica, di imprenditoria e sindacati, di regime.

In una Sicilia e una città, Catania, ormai quasi totalmente asservite. In nome dell’antimafia del “circo barnum” e di una supposta legalità.

Tutto questo in nome di interessi di bottega (un posto in giunta? La sistemazione di qualcuno?) ormai nemmeno negati dagli stessi protagonisti.Nulla di nuovo, naturalmente, solo la conferma dell’assenza di alcuna prospettiva vera di cambiamento.In assenza di uomini, ma in presenza di bandierine e banderuole, il futuro di questa città e di questa terra è zero. O meno. 


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

6 min

Caramanna, quali sono i reali dati economici dell’azienda?Gli unici dati a nostra disposizione sono quelli che l’azienda stessa comunica al mercato e agli investitori. Non disponiamo di ulteriori elementi di verifica e, di conseguenza, siamo costretti a basarci esclusivamente su quanto l’azienda dichiara, confidando nella correttezza e nella completezza di tali informazioni. Il sindacato in […]

2 min

di Marco Iacona A sinistra il potere lo vedono oramai col binocolo: è un bene? un male? La metterei in altro modo. Quando la sinistra perde la bussola, quando l’eventualità di rimanere lontana dal potere si fa remota, potere conquistato o ricavato con qualche trabocchetto di troppo, accade sempre qualcosa. Lo strillare dei giornali sul […]

2 min

«Non resteremo a guardare mentre il territorio viene deturpato e l’ambiente calpestato». Con queste parole il presidente del II Municipio di Catania, Claudio Carnazza, annuncia la convocazione di una seduta straordinaria urgente del Consiglio municipale prevista per lunedì 2 febbraio. Al centro del dibattito, una serie di interventi, realizzati senza alcuna consultazione del Municipio, e una […]