Cgil-Cisl-Uil al sindaco di Catania e della Città Metropolitana: “Non è mai troppo tardi per un confronto reale”
Pubblicato il 14 Gennaio 2026
comunicato stampa
Lettera aperta dei sindacati
Cgil-Cisl-Uil al sindaco di Catania e della Città Metropolitana: «Se davvero c’è voglia di confronto, partiamo da Zona industriale, Periferie e Rigenerazione urbana, Servizi Sociali e Sanità, Lavoro e Presenza dello Stato»
«Non è mai troppo tardi. Se davvero il sindaco di Catania e della Città metropolitana Enrico Trantino vuole avviare oggi un percorso di confronto con Cgil-Cisl-Uil, come ha annunciato lui stesso parlando del Piano degli Immobili pubblici, noi ci siamo». Un’apertura che i sindacati accolgono con disponibilità, ma a precise condizioni: niente operazioni di facciata, sì a un confronto reale, partecipato e concreto.
A firmare una lettera aperta al sindaco sono i segretari generali Carmelo De Caudo (Cgil), Maurizio Attanasio (Cisl) ed Enza Meli (Uil), che ribadiscono la necessità di scelte condivise, di una visione d’insieme e di impegni verificabili. I temi indicati sono noti e non più rinviabili: zona industriale; periferie e rigenerazione urbana e sociale; servizi sociali e sanità; lavoro e presenza dello Stato. «È su questi nodi strutturali, sottolineano, che si misura la credibilità dell’amministrazione».
Un dialogo che, secondo le organizzazioni sindacali, è dovuto, per ciò che esse rappresentano, ed è dovuto anche ai lavoratori e ai cittadini, ai giovani costretti a lasciare una provincia che perde popolazione e prospettive, così come ai pensionati, sempre più soli in un territorio che rischia una progressiva desertificazione sociale.
«Non è casuale – spiegano Cgil, Cisl e Uil – che il primo tema indicato sia la zona industriale di Catania, principale polo produttivo dell’area etnea e tra i più rilevanti del Mezzogiorno». Da tempo i sindacati denunciano un grave degrado infrastrutturale e gestionale, causato dall’assenza di una governance stabile e di un piano organico e integrato di rilancio.
I 50 milioni di euro annunciati da Comune e Regione rappresentano, secondo i sindacati, un’opportunità da non sprecare, pur non essendo sufficienti a risolvere tutte le criticità. Le risorse, sottolineano, devono essere utilizzate con qualità progettuale e tempi certi, completando gli interventi entro il 2029 e superando una visione frammentata e riduttiva, limitata alla sola viabilità. Restano infatti irrisolti nodi rilevanti: l’assenza di un piano complessivo di sicurezza, le carenze delle reti idrica ed elettrica, dell’illuminazione pubblica e del sistema fognario e idraulico, che incidono direttamente su sicurezza, produttività e qualità del lavoro.
Da qui la richiesta di un cambio di approccio che includa sicurezza, gestione dei rischi industriali e ambientali, prevenzione del dissesto, tutela della salute dei lavoratori e valorizzazione complessiva dell’area, oltre all’istituzione di una sede stabile di confronto tra istituzioni e parti sociali.
Forte anche il richiamo all’emergenza periferie, definite come veri e propri non luoghi segnati da disuguaglianze strutturali, povertà economica, educativa e abitativa, carenza di servizi, fragilità diffuse e un profondo senso di abbandono. Una condizione che alimenta esclusione sociale e sfiducia verso le istituzioni e il rispetto delle regole comuni.
Sul tema della rigenerazione urbana e sociale, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che le disuguaglianze territoriali non sono un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche e del progressivo arretramento della presenza pubblica. La risposta, sottolineano, non può essere frammentata né emergenziale, ma deve tradursi in una strategia organica e strutturata, capace di andare oltre il semplice recupero fisico degli spazi e di mettere al centro persone, diritti, legalità, lavoro dignitoso e coesione sociale, attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali e delle parti sociali.
In questo quadro, spiegano i segretari generali De Caudo, Attanasio e Meli, le direttrici prioritarie di intervento riguardano la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato, con particolare attenzione all’edilizia residenziale pubblica, alla sicurezza, alla manutenzione e all’efficientamento energetico; la rigenerazione e la cura degli spazi pubblici; il potenziamento dei servizi essenziali; la valorizzazione dell’associazionismo, del terzo settore e delle reti sociali. Centrale, aggiungono, è il rafforzamento della presenza dello Stato e delle istituzioni nei territori, per il quale annunciano la richiesta di un incontro specifico con il prefetto di Catania, anche nella sua qualità di presidente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Interventi che, evidenziano, devono essere accompagnati da politiche attive del lavoro, investimenti pubblici di qualità e da un utilizzo trasparente ed efficace delle risorse nazionali ed europee, a partire dal PNRR, in grado di garantire occupazione stabile, sicurezza sul lavoro e un contrasto concreto al lavoro nero e precario.
Infine, il capitolo sanità, sul quale Cgil, Cisl e Uil richiamano il ruolo della Città Metropolitana e del sindaco nel rappresentare il disagio delle aree interne della provincia, colpite da un progressivo ridimensionamento dell’offerta ospedaliera, particolarmente evidente nei comuni più distanti dal capoluogo, da Bronte a Caltagirone, da Militello a Giarre.
«Non si può prescindere dai bisogni reali delle persone e dalle distanze effettive tra i territori, aggravate dalle condizioni spesso critiche della rete stradale – concludono De Caudo, Attanasio e Meli –. È una battaglia che combattiamo da anni e nella quale vorremmo sentire, forte e autorevole, la presenza del sindaco della Città Metropolitana di Catania. A lui rinnoviamo, con fermezza e spirito costruttivo, l’invito a riprendere la strada del dialogo sociale, fondato sulla responsabilità condivisa e sulla visione comune di una Catania che possa finalmente ritrovare la propria dignità civile, sociale e istituzionale. Restiamo in attesa di un riscontro, come sempre disponibili al confronto».




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