Ciclone Harry, filiera ittica a rischio: Primavera e Lombardo chiedono lavori urgenti per riaprire il porto di Riposto


Pubblicato il 11 Febbraio 2026

La crisi senza precedenti che ha messo in ginocchio le marinerie dello Jonio dopo il passaggio devastante del Ciclone Harry è ufficialmente approdata a Palazzo dei Normanni. Su impulso del deputato del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Santo Primavera, si è riunita d’urgenza la Terza Commissione parlamentare “Attività Produttive” per affrontare lo stato di inagibilità dei porti e il drammatico impatto economico sull’intera filiera ittica.

L’audizione ha visto il confronto tra i vertici del governo regionale, i dirigenti dei dipartimenti Pesca e Infrastrutture (Giovanni Cucchiara e l’arch. Alberto Vecchio) e i rappresentanti di categoria  Giovanni Basciano, vice presidente Agci Sicilia, Giuseppe Messina, commissione regionale Pesca e Stefano Pennisi, presidente dell’organizzazione di produttori della pesca Ami e Palangari Soc. Coop.  

Il monitoraggio tecnico effettuato dopo il ciclone delinea uno scenario critico. I porti delle Aci, in particolare, risultano attualmente del tutto inutilizzabili. Il molo foraneo di Riposto, allo stato, è l’unico porto di ricovero possibile nel comprensorio, ma l’ultima parte della struttura portuale è inagibile a causa dei gravi danni a banchine e muri paraonde. L’on. Primavera, così come il collega deputato del Mpa, on. Giuseppe Lombardo, dopo gli incontri con i pescatori e la Lega navale e i sopralluoghi dei precedenti giorni nei porti acesi e di Riposto, nonché le interlocuzioni avviate con il Genio Civile, il Dipartimento Infrastrutture e con il comandante del Circomare di Riposto, Arturo Laudato, hanno evidenziato i conseguenti danni economici che i pescatori stanno subendo con notevoli ricadute sulla filiera.

L’alternativa percorribile è l’immediata fruizione delle due banchine del primo bacino del porto di Riposto per cui è necessaria la bonifica immediata degli inerti e gli interventi di sicurezza anche per l’antincendio.

A tal proposito l’on. Santo Primavera, in Commissione, ha ribadito come “occorra intervenire al più presto per i primi lavori utili che permettano l’apertura dello stesso in tempi assai celeri”. 

“Ciò che conta – ha detto durante la seduta – sono i lavori necessari per una prima ed immediata fruibilità per il ricovero dei natanti. Ci sono 150 imprese con 150 pescherecci”.

I tecnici hanno tracciato una road map: l’avvio a breve della bonifica del primo bacino e in tempi stretti la partenza dei lavori per illuminazione dell’area portuale, fornitura idrica e sistema antincendio da aprire temporaneamente ad una quarantina di pescherecci.


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