Ciclone Harry, Giancarlo Cancelleri: “Non bastano i fondi, servono regole speciali per ricostruire subito”


Pubblicato il 25 Gennaio 2026

a seguire altre reazioni di esponenti dell’ Mpa

I danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia sono stimati in circa 750 milioni di euro, oltre 2 miliardi complessivi nell’intero Sud Italia. Numeri pesantissimi. Drammatici.

 «In queste ore leggo, comprensibilmente, molte richieste di risorse economiche per la ricostruzione e per dare risposte a cittadini e imprese che hanno subito perdite enormi», dichiara Giancarlo Cancelleri, esponente di Grande Sicilia ed ex viceministro alle Infrastrutture.

«Ma attenzione, perché pensare che basti stanziare soldi in fretta è un errore».

Il problema non è solo quanto denaro mettere sul tavolo. È come spenderlo e soprattutto in quanto tempo.

 «Se non interveniamo sulle regole», prosegue Cancelleri, «rischiamo di infilare anche questa volta milioni di euro nel labirinto normativo del Codice degli appalti, che tutto è tranne uno strumento rapido per affrontare le emergenze. Così facendo, alle promesse non seguirebbero i cantieri».

Per questo, secondo Cancelleri, serve una scelta chiara e coraggiosa: «Occorre adottare lo stesso protocollo che ha consentito di ricostruire in tempi record il Ponte San Giorgio. Poteri speciali ai sindaci, messi nelle condizioni di ricostruire i propri territori in modo rapido ed efficace, senza i legacci ordinari del Codice degli appalti, ma con controlli antimafia e anticorruzione rigidissimi».

Un modello che, secondo Cancelleri, non rinuncia alla legalità, ma al contrario, la rafforza. «Quel sistema ha dimostrato che velocità e trasparenza possono convivere», sottolinea Cancelleri.

«Controlli preventivi, monitoraggio costante, collaborazione tra istituzioni. Tutto questo serve a impedire infiltrazioni criminali e a garantire che ogni euro venga speso bene».

La strada, dunque, è già tracciata: «Lo abbiamo fatto con il cosiddetto Modello Genova», conclude Cancelleri. «Ora serve il Modello Harry. Un modello straordinario per un’emergenza straordinaria, capace di dare risposte concrete in tempi certi e di avviare davvero la ricostruzione del Sud Italia».


Catania, Simona Latino (Mpa-Grande Sicilia): “Destinare i fondi della tassa di soggiorno, previsti per i fuochi di Sant’Agata, alla ricostruzione”

“Destinare le risorse della tassa di soggiorno, previste come ogni anno per la realizzazione dello spettacolo dei fuochi d’artificio in onore di Sant’Agata, alla ricostruzione dei danni causati dall’uragano Harry che nei giorni scorsi si è abbattuto su Catania e sulla costa ionica”.

È la proposta avanzata dalla consigliera comunale di Catania del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Simona Latino.

Una proposta concreta: «La festa di Sant’Agata è il cuore della nostra identità e nessuno mette in discussione il suo valore religioso, culturale e popolare», dichiara Latino.

«Ma oggi la città vive una fase di emergenza vera, fatta di strade danneggiate, attività economiche in difficoltà, famiglie che attendono risposte immediate».

I fondi della tassa di soggiorno, destinati allo spettacolo pirotecnico del 3 febbraio in Piazza Duomo, potrebbero rappresentare un primo segnale forte di attenzione verso una comunità colpita duramente. Un segnale di responsabilità.

«Chiediamo un gesto di sobrietà e di priorità», prosegue la consigliera.

«Rinviare o rimodulare una spesa simbolica per destinare quelle risorse alla messa in sicurezza e alla riparazione dei danni significa essere davvero vicini alla città, nel solco dello spirito di solidarietà che Sant’Agata stessa rappresenta».

Una scelta che guarda al bene comune e che parla il linguaggio dei fatti.

«Sono certa che i catanesi sapranno comprendere e condividere questa proposta – conclude Simona Latino – celebrare Sant’Agata vuol dire anche prendersi cura della propria comunità, soprattutto nei momenti più difficili».

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Disagi idrici nel Calatino, Francesco Alparone: “Situazione inaccettabile, servono risposte immediate”

“In settimana chiederò formalmente, avendo già avanzato la richiesta per le vie brevi, un confronto con il Presidente della SIE in merito ai gravi disagi che i cittadini del Calatino hanno subito a causa della mancata, o solo parziale, erogazione dell’acqua.

La situazione che si è venuta a determinare negli ultimi giorni è inaccettabile e ha messo in seria difficoltà famiglie, attività produttive e servizi essenziali di un intero territorio, privando la popolazione di un bene primario come l’acqua. Ritengo intollerabile che, nel 2026, non si sia ancora in grado di introdurre azioni strutturate, tempestive ed efficaci capaci di ridurre al minimo i disagi per i cittadini e di garantire continuità e regolarità nella fornitura idrica. Il confronto che ho richiesto ha l’obiettivo di fare piena chiarezza sulle cause dei disservizi, accertare eventuali responsabilità e, soprattutto, individuare soluzioni immediate affinché episodi analoghi non si ripetano. I cittadini del Calatino hanno diritto a risposte concrete e a servizi all’altezza degli standard minimi di civiltà”

Lo dichiara Francesco Alparone, consigliere del gruppo Grande Sicilia e delegato per la città di metropolitana di Catania ai rapporti con le società partecipate e speciali.


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