La domanda più importante continua a non essere posta:dove finiscono i milioni di euro prodotti ogni anno dal traffico di droga, dalle estorsioni, dall’usura e dalle altre attività criminali? In quali imprese vengono reinvestiti? Attraverso quali professionisti vengono riciclati? Quali rapporti legano quei capitali all’economia legale? Quali connessioni esistono con pezzi dell’imprenditoria, delle professioni, della […]
Ciclone Harry, Giuseppe Lombardo: “Lo stato di calamità è la priorità, basta improvvisazioni”
Pubblicato il 16 Febbraio 2026
«Lo stato di calamità è ciò che chiediamo da settimane. Non da oggi».
Lo afferma il deputato regionale del gruppo Mpa Grande Sicilia all’Ars, on. Giuseppe Lombardo, intervenendo dopo l’allarme lanciato dal presidente del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia sui devastanti danni causati dal ciclone Harry.
«Le immagini degli agrumeti distrutti tra le province di Catania, Siracusa, Ragusa, Agrigento, Enna e Palermo parlano da sole. Le perdite stimate fino al 100 per cento della produzione in alcune aree rappresentano un colpo durissimo per un comparto strategico dell’economia siciliana. Non possiamo limitarci alla solidarietà, servono atti concreti».
Lombardo ricorda come il gruppo Mpa Grande Sicilia ha già formalizzato la propria posizione in Assemblea regionale.
«Abbiamo depositato un ordine del giorno per chiedere la dichiarazione dello stato di calamità naturale e per consentire l’utilizzo di fondi extra regionali, così come è stato fatto in occasione della crisi legata alla siccità. È una strada percorribile, già praticata, che va attivata immediatamente».
Il parlamentare sottolinea la necessità di misure straordinarie e coordinate: «Occorre ottenere la sospensione dei tributi, dei mutui e degli oneri previdenziali per le aziende colpite. Ma non basta. Bisogna individuare risorse e misure compensative anche per i braccianti agricoli, che rischiano di pagare il prezzo più alto in termini occupazionali e sociali».
Un comparto già messo a dura prova, ora ulteriormente ferito.
«Non si perda altro tempo in iniziative estemporanee e improvvisate!»



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