COMPLOTTI E CRITICHE FEROCI, PER QUESTO (SOLO PER QUESTO) IL CATANIA FC È RIMASTO IN C


Pubblicato il 18 Maggio 2025

Ci sono quelli che credono al complotto, alla congrega dei poteri forti – spesso settentrionali – che odiano il sud ed il Catania Fc che vorrebbero languisse per una vita in serie C, i quali cianciano di arbitri corrotti, evocano grandi vecchi che sarebbero dietro le sfortune della società dei Pelligra.
Qualcuno potrebbe pensare persino al quasi novantenne Luciano Moggi.
E costoro sono i sostenitori di calcio più allocchi, meno dotati di intelletto che, ingenui e boccaloni, fanno il gioco della società e dei suoi comunicatori a libro paga spostando il focus dalle nequizie di questa conventicola di inetti che – molto indegnamente- ha guidato il Catania Fc all’ennesimo fallimento sul campo, all’iperuranio della grande macchinazione versus la società etnea.

E poi ci sono gli analisti di professione – giornalisti, professionisti, presunti vip de noantri – che si peritano di rimandare ad un domani indefinito – una sorta di “domai”- il momento in cui squadernare fatti, stilare pagelle, legare cause ed effetti di questo nuovo prevedibilissimo fiasco sportivo.
“Non è il momento di fare critiche” ti diranno, “stringiamoci attorno alla squadra” ripeteranno allo spasimo, e poi racconteranno dei prossimi immaginifici progetti tra dirigenti da mettere sotto contratto, ritiri da organizzare, rose sontuose da varare.
Molti di costoro, diciamolo apertamente, ambiscono solo a stare nel piccolo circuito mediatico della nostra città, hanno come ragione di vita quella di spiaggiarsi dinanzi alla lucina rossa di una telecamera e giammai lancerebbero foss’anche un abbozzo di critica. Si guadagnano la pagnotta raccogliendo le imbeccate della comunicazione di Catania Fc diffondendole urbi et orbi senza un barlume di verifica che magari, se la narrazione buonista si increspa, qualche editore poi si arrabbia e ti manda via mettendo al tuo posto – in una gara a chi si genuflette di più – uno scherano ancor più allineato.

Ma evocare oscuri complotti ed allinearsi come un sol uomo nell’assenza di qualsivoglia critica non cambierà la sostanza delle cose ed i fatti nella loro marmorea veridicità
E questi dicono che il quinto posto conseguito e i play off perduti al cospetto della prima squadra decente incontrata, costituiscono un fallimento grande come un grattacielo per una pseudo società sbrindellata come poche tra le omologhe rappresentanti città metropolitane ed organizzata alla stregua di un’osteria di paese.

Euro spesi a go go con bilanci appesantiti da far rabbrividire chi ha minime cognizioni bilancistiche (chissà se nel sodalizio etneo c’è qualcuno che ha sostenuto almeno un esamino di una materia complementare alla facoltà di Economia …), una proprietà che ridimensiona largamente le sue velleità di investimento sul territorio divenendo minoranza su Termini Imerese con l’ex Sigi Nicolosi chiamato da qualche mese a dare le carte con il 70% della holding che dovrebbe riavviare il polo industriale (tralasciamo il terrore che alberga in sindacati e lavoratori per una programmazione lacunosa e che sta generando interrogativi in progressione geometrica), un sodalizio che non ha ancora inteso spendere i pochi euro necessari (46 mila, circa un ottavo dello stipendio annuale di Di Tacchio) per acquistare nome e logo del vecchio 46 fallito che, non dimentichiamolo, per una parte di città costituiscono un pezzo importante di storia da riportare a casa.
Ma agli incravattati dirigenti etnei con in primis l’ad Grella ed ai loro professionisti di fiducia sembra importare meno di zero apparendo per converso più utile rilanciare su Torre del Grifo tramite i soliti giornalisti amici, spacciando per acquisto imminente interlocuzioni con il tribunale fallimentare che sono a caro amico.

Qualche giorno addietro è stata rilanciata una patinata intervista del buon Grella che in inglese raccontava le solite storielle sulle sorti di Catania Fc e sulle velleità della proprietà (ci sarà ancora qualche masochista che riesce ad ascoltarle per intero ?)
Ci ha sorpreso che lo stesso abbia inteso dedicare qualche minuto a taluni – non meglio specificati – esponenti dei media che avrebbero sollevate critiche capziose ed ingenerose sull’operato della dirigenza. Dopo avere smesso di ridere – a crepapelle – per l’amenità di cui sopra invitiamo l’ad a riflettere su un fatto. A Palermo i sostenitori organizzati hanno disertato il play off per la massima serie con la Juvestabia perché gli obiettivi sbandierati dalla proprietà erano largamente più altisonanti rispetto ai modesti risultati conseguiti sul campo . A Catania hanno fatto poco meno di 50mila presenze in tre gare per gli spareggi di C – con sontuosi incassi al botteghino pertanto – e di critiche, ancorché all’acqua di rose, fatichiamo a trovarne con il lanternino.
Viene il dubbio (solo un dubbio per carità non sia mai che qualcuno si offenda) che ai fiaschi sul campo si aggiunga anche qualche bicchiere di troppo prima delle interviste
Ed invece per programmare l’ennesimo anno di C occorre essere lucidi.

Auguri.

Saluti sobri.

Luca Allegra.


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