Vannacci da Gruber: il marketing della nostalgia va in prima serata


Pubblicato il 12 Giugno 2026

Guardando Roberto Vannacci ospite di Lilli Gruber, più che assistere a un’intervista politica si aveva l’impressione di osservare una dimostrazione di marketing applicato.
Il generale non è affatto ingenuo. Sa perfettamente cosa dice e soprattutto sa a chi lo dice.
Quando sostiene che gli omosessuali non dovrebbero lamentarsi perché in Italia possono andare in ospedale, essere curati e guidare un’automobile, non sta costruendo un ragionamento giuridico o sociale. Sta offrendo al suo pubblico una rassicurazione: i diritti civili possono tranquillamente restare una concessione limitata, purché non diventino mai davvero uguali per tutti.
È un messaggio semplice, immediato e politicamente redditizio.
In fondo il fenomeno Vannacci si regge su una formula collaudata. Prendere ogni tema complesso e ridurlo a uno slogan da bar sport. Le discriminazioni diventano vittimismo. I diritti diventano privilegi. L’inclusione diventa imposizione. Chiunque protesti viene trasformato in un lamentoso professionista dell’indignazione.
La vera abilità del generale consiste nell’aver capito che in Italia esiste un mercato elettorale molto ampio composto da persone convinte che il problema principale del Paese siano i diritti degli altri.
Così ogni apparizione pubblica assomiglia all’apertura di un supermercato delle paure identitarie.
C’è lo scaffale del “non si può più dire niente”, frequentatissimo da chi parla ininterrottamente da mattina a sera. C’è il reparto “una volta si stava meglio”, senza mai specificare esattamente quando. C’è il settore “valori tradizionali”, una categoria così vaga da comprendere contemporaneamente la famiglia, il presepe, il vigile urbano severo e il ricordo nostalgico di un passato accuratamente ripulito dalle sue parti peggiori.
L’elettore ideale di Vannacci non cerca soluzioni. Cerca conferme.
Vuole sentirsi dire che aveva ragione quando storceva il naso davanti a due uomini che si tengono per mano. Vuole sentirsi dire che il cambiamento è il problema e non la soluzione. Vuole sentirsi dire che esistono sempre categorie più deboli su cui scaricare frustrazioni e insicurezze.
E Vannacci, da venditore esperto, consegna esattamente il prodotto richiesto.
Per questo continua a crescere. Non perché rappresenti una novità politica, ma perché rappresenta un’antichissima tradizione italiana: quella di trasformare il risentimento in consenso.
La domanda, però, non riguarda lui.
La domanda riguarda il pubblico.
Perché ogni volta che il generale pronuncia certe frasi in televisione e riceve applausi, il problema non è soltanto chi parla. È il numero di persone che ascoltano quelle parole e pensano di aver finalmente trovato qualcuno che dice ad alta voce ciò che loro sussurravano da tempo.
Vannacci non ha inventato nulla.
Ha semplicemente capito che la nostalgia, la paura e il rancore sono merci che in Italia continuano ad avere un mercato sorprendentemente florido.
E come ogni bravo commerciante, si limita a soddisfare la domanda.

Libero Catanese


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

3 min

Il prossimo 13 giugno 2026 (ore 18), presso la Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte di San Giovanni La Punta (CT), chiuderà “Del Vedere e del Sentire”, personale di Franco Marrocco, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, istituzione per cui è anche docente di Pittura. Curata dallo storico e critico […]

2 min

Guardando Roberto Vannacci ospite di Lilli Gruber, più che assistere a un’intervista politica si aveva l’impressione di osservare una dimostrazione di marketing applicato.Il generale non è affatto ingenuo. Sa perfettamente cosa dice e soprattutto sa a chi lo dice.Quando sostiene che gli omosessuali non dovrebbero lamentarsi perché in Italia possono andare in ospedale, essere curati […]

2 min

Il presidente del Centro Studi Agricoli Sicilia, Francesco Sgroi, esprime apprezzamento per il voto dell’Assemblea Regionale Siciliana che ha approvato la mozione finalizzata alla revisione del bando SRD01 relativo alle misure per gli investimenti in agricoltura. “Non possiamo che complimentarci con i 25 deputati regionali che hanno sostenuto una proposta di buon senso e di […]

1 min

Venerdì 12 giugno, alle 9:30, nella sede catanese di Confcommercio, in via Mandrà 8, sarà presentato alla stampa l’Osservatorio della legalità dei balneari di Catania, organismo nato per vigilare sulle gare per l’assegnazione dei titoli concessori. Alla conferenza prenderanno parte: Pietro Agen, presidente di Confcommercio Catania; Ignazio Ragusa, presidente regionale Sib-Fipe Confcommercio; l’avvocato Enzo Guarnera, […]