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Giorgia Meloni dice che “ha vinto la palude”. No, Presidente. Ha perso il suo governo
Pubblicato il 15 Luglio 2026
L’emendamento-bandiera di Fratelli d’Italia sulla legge elettorale è stato affondato per un solo voto. E ad affondarlo non sono state le opposizioni, ma i franchi tiratori della stessa maggioranza. Lega e Forza Italia hanno presentato il conto a Palazzo Chigi, dimostrando che il centrodestra è molto meno compatto di quanto raccontino le conferenze stampa (Il Post).
Ma il punto politico è un altro. Quello di FdI era un gigantesco bluff comunicativo, venduto agli italiani come il “ritorno delle preferenze”.
Quali preferenze?
Il capolista sarebbe rimasto bloccato, cioè nominato dai partiti. Agli elettori sarebbe stato concesso soltanto di mettere qualche crocetta sugli altri candidati, sapendo già che il seggio sarebbe comunque andato al capolista.
Tradotto: avresti potuto prendere anche 50.000 preferenze personali e restare fuori dal Parlamento, mentre il capolista, magari con zero voti diretti, sarebbe stato eletto automaticamente.
Questa non è democrazia delle preferenze. È la democrazia dell’illusione.
E non basta. L’emendamento cancellava anche l’alternanza di genere e concentrava l’eventuale premio di maggioranza in un listino nazionale completamente bloccato: ancora più potere alle segreterie, ancora meno agli elettori.
La verità è semplice: Fratelli d’Italia voleva poter dire “abbiamo restituito le preferenze agli italiani”, senza restituire davvero agli italiani il diritto di scegliere i propri parlamentari.
Alla fine è arrivato il capolavoro politico: una riforma presentata come simbolo della democrazia è stata bocciata dai parlamentari della stessa maggioranza che avrebbe dovuto approvarla.
Più che la vittoria della “palude”, è la fotografia di un governo che fa propaganda sulle riforme, ma inciampa sui propri numeri e sulle proprie contraddizioni, che perde come ha perso al Referendum sulla giustizia.
iena sotto il Palazzo




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