Coronavirus, Fsi-Usae: “non è vero che sono arrivati i Dpi, operatori sanitari ancora senza mascherine”


Pubblicato il 02 Aprile 2020

Il Segretario Generale Fsi-Usae Adamo Bonazzi (nella foto) indirizza una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ed al Ministro della Salute, Roberto Speranza:

 “Caro Presidente del Consiglio, caro Ministro della Salute,avete appena prolungato per altre due settimane il blocco di questa nostra Italia, avete fatto bene. Ma per favore, basta bugie.Non si può continuare a dire che: “va tutto bene, madama la marchesa”. Perché non va tutto bene. Non è vero che i dispositivi di protezione individuale sono arrivati nella sanità. Non è vero che il Governo ha fatto tutto ciò che doveva per gli operatori della sanità. A 60 giorni dalla dichiarazione dello stato di emergenza nelle corsie degli ospedali pubblici gli operatori sanitari sono ancora alle prese con la mancanza di mascherine, tute, calzari, respiratori e quant’altro a combattere il coronavirus con la buona volontà ma delle organizzazioni improvvisate e allo sbando…;

per non parlare di quello che accade nelle RSA dove il personale è stato abbandonato chiuso dentro con i pazienti-ospiti.Non chiamateli eroi, ma non chiamateli nemmeno “paramedici” che oggi suona quasi offensivo! Sono Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, Tecnici di Neurofisiopatologia, Fisioterapisti, Logopedisti, Ortottisti, Assistenti di Oftalmologia, Dietisti, Tecnici della Fisiopatologia, Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare, Tecnici Audiometristi, Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, Assistenti Sanitari, Tecnici di Riabilitazione Psichiatrica, Terapisti Occupazionali, Educatori Professionali, Tecnici Audioprotesisti, Tecnici Ortopedici, Igienisti Dentali, Podologi, Ostetriche e Infermieri.

Ma anche Oss o Autisti soccorritori. Sono professionisti della sanità, che hanno subito le regole sbagliate messo in campo dal vostro governo ed hanno fatto il loro lavoro con serietà e dedizione. sono stati mandati ad un fronte innevato con le scarpe di cartone, ma non sono arretrati. Sono professionisti della sanità, che sono rimasti al proprio posto a combattere questa guerra contro un nemico infido con le mascherine sbagliate e pure contate.

Sono quei professionisti che fanno tutto questo per circa 1500 euro al mese ma che non possono andare avanti così. Avete sbandierato su tutte le televisioni che il paese gli deve riconoscenza,bene, agite subito per la loro tutela, rimuovete quelle norme assurde che impediscono il riconoscimento dei rischi che affrontano, tutelate loro e le loro famiglie se avranno la sventura di ammalarsi, ma, soprattutto, ricordatevi ciò che avete detto ora, quando tutto questo sarà finito, perché in questo paese che acclama e reclama calciatori pagati milioni di euro al mese i professionisti della sanità hanno diritto ad avere altri e diversi inquadramenti e hanno diritto a stipendi più alti e dignitosi; e hanno diritto ad essere ascoltati, quando si programma l’organizzazione della sanità e del lavoro. Noi ve lo ricorderemo. Noi saremo in prima linea a ricordarvelo”.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

1 min

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico  – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]

1 min

di iena Marco Benanti Con preghiera di diffusione ad Anthony Barbagallo e a chiunque voglia interrompere questo monopolio della comunicazione.La risposta di esponenti del centrodestra e di chi amministra l’aeroporto alla crisi aeroportuale sembra costruita su una linea molto precisa: rivendicare quanto fatto e attribuire alle compagnie aeree la responsabilità delle conseguenze.È una scelta comunicativamente efficace, […]

2 min

comunicato stampa sindacale “Ci avviamo verso un autunno particolarmente delicato. Tante vertenze, tanti problemi da affrontare per la città di Catania. Pure l’Etna mette a dura prova le già fragili infrastrutture”, dichiara Giovanni Musumeci, segretario territoriale della UGL di Catania. “Pensiamo alla vertenza Pfizer, una delle nostre maggiori preoccupazioni. Non è in gioco soltanto il […]