Catania – La Compagnia “Amici del Teatro” di Nicolosi, nata nel 1971, inaugura la rassegna teatrale 2026 sabato 31 gennaio, alle ore 21.00, con replica domenica 1 febbraio alle ore 18.00, al Teatro comunale di Nicolosi Giordana Di Stefano con il classico in tre atti di Giuseppe Macrì “Fiat voluntas dei”, diretto da Maria Pulvirenti. […]
Cronache catanesi, la “grande guerra” dell’ordine dei medici: il Codacons deposita esposto alla Procura della Repubblica
Pubblicato il 26 Novembre 2018
“CATANIA: ELEZIONI ORDINE DEI MEDICI
IL CODACONS RISCONTRA NUMEROSE IRREGOLARITA’ E DEPOSITA ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PER I REATI DI ABUSO D’UFFICIO, RIFIUTO DI ATTI D’UFFICIO, USURPAZIONE DI PUBBLICHE FUNZIONI E FALSO IDEOLOGICO IN ATTO PUBBLICO
In questi giorni gli organi di stampa hanno offerto la cronaca delle operazioni di voto che dovrebbero portare al rinnovo del consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Catania (OMCeO) e del Collegio dei revisori dei conti.
La già tormentata vicenda che ha portato il Ministro della Salute a commissariare, lo scorso mese di settembre, l’Ordine dei Medici ha comportato una particolare attenzione, anche del CODACONS, sulle modalità di svolgimento delle operazioni di voto e, successivamente, su quelle di scrutinio.
Infatti, alla luce della recente giurisprudenza dei Tribunali Amministrativi, gli Ordini professionali, per la loro peculiare posizione esponenziale nell’ambito delle rispettive categorie e per le funzioni di autogoverno delle categorie stesse ad essi attribuite, sono considerati organismi aventi funzione pubblica e, pertanto, i componenti dei relativi organi rappresentativi, rivestono la qualifica di pubblici ufficiali.
Orbene, il CODACONS, dopo aver ricevuto dettagliate segnalazioni di numerose violazioni di legge che integrerebbero diverse fattispecie di reato, attraverso l’Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale Regionale, annuncia di aver depositato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania, alla luce delle ipotesi di reato di abuso d’ufficio, rifiuto di atti d’ufficio, usurpazione di pubbliche funzioni e falso ideologico in atto pubblico, ciò a tutela dell’interesse degli utenti della sanità al corretto funzionamento degli organismi rappresentativi di un Ente Pubblico al quale è demandata la cura del cittadino.”




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