Cronache del Regime catanese: Ciancio contro Russo. In nome della “devozione”


Pubblicato il 31 Gennaio 2017

Iena digitale 1

Catania è una città dalle mille contraddizioni. Chi rispetta le regole è considerato un fesso. Chi li infrange è, invece, un furbo. Si pensi ai 34 consiglieri accusati a  vario titolo di truffa aggravata ai danni del Comune, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. SI pensi poi a chi predica bene(la Curia arcivescovile), ma razzola male. La vicenda della diretta della festa di Sant’Agata è emblematica. Caro arcivescovo, per sgombrare il campo dalle polemiche consenta a tutti di fare la diretta dalla Cattedrale, senza assegnare postazioni privilegiate. I privilegi nella casa del Signore non possono e non devono esistere.

Caro arcivescovo, ma lei sa che la tv che sbandiera l’esclusiva della diretta di Sant’Agata, scrivendolo nero su bianco, offre un compenso di 10 euro per le riprese di un servizio per il tg, su cui, tra l’altro, pretende la fattura? E chi svolge questo lavoro, oltre alla telecamera propria deve anche mettere a disposizione la propria auto!

Lo scontro Ultima Tv – Telecolor dovrebbe far drizzare le antenne all’ispettorato del lavoro, oltre che al sindacato dei giornalisti. Se nell’ultima nata vi è una evidente spregiudicatezza imprenditoriale e gestionale, a giudicare di quanto è accaduto, nello storico gruppo editoriale catanese si sopravvive ritardando i pagamenti di fatture e stipendi. E c’è, a quanto pare, chi lavora gratis nella speranza che la situazione migliori. Ma la rabbia di molti e vedere tanti pensionati ancora in attività. Ma tornando allo scontro sulla festa, è ormai guerra aperta.

Telecolor da giorni dedica servizi nel tg senza peli sulla lingua e chiamando in causa i responsabili di quanto accaduto. Ma viene da chiedersi: chi ha preso contatti con la Curia? Si dice si tratti di una donna, bionda e un po’ abbondante. Saranno malelingue, ma il suo nome gira con insistenza. Certo è che la questione è ormai diventato un casus belli.

Il gruppo Ciancio ha schierato i propri uomini ed è pronto ad usare “l’artigleria pesante”, giornale, web, radio e tv. Da giorni pare tra l’altro siano aumentati gli spot promozionali della diretta all’interno del palinsesto e in modo particolare all’interno dei tg.

Ma cosa potrebbe accadere? Come è già successo lo scorso anno durante la diretta potrebbero arrivare gli ispettori del lavoro a controllare la regolarità contrattuale dei lavoratori. C’è di più: alcuni inserzionisti potrebbero decidere di rescindere i contratti pubblicitari, anche per una questione di immagine. Peraltro i costi di Ultima Tv, stando ai contratti mostratti dal tg di Telecolor, sono più alti di quelli del gruppo Ciancio(2.500 euro per Ultima Tv(canale 87) contro 1500 per il gruppo Ciancio(canale 10 e 12) che comprende anche Radio Telecolor e Radio video tre). Per i lettori di Ienesicule ecco il dettaglio dell’offerta del gruppo Ciancio.

PROGRAMMAZIONE E PIANIFICAZIONE SANT’AGATA 2017 

Emittente: TELECOLOR (ch.12) • N.20 spot complessivi da 30″ distribuiti nei live di Sant’Agata su Telecolor 
N. 2 settimane PROMOZIONALE  * (spot 30″) da espletare entro Maggio 2017

-ANTENNA SICILIA: 10 spot al giorno nel palinsesto –
TELECOLOR: 5 spot al giorno nel palinsesto + 2 spot al giorno nei TG a rotazione -RADIO TELECOLOR: 10 spot al giorno nel palinsesto 
-RADIO VIDEO3: 10 spot al giorno nel palinsesto Totale spot a settimana N.259 ( X 2 settimane = Nr. Complessivo 518) • N.6 BANNER al giorno all’interno delle dirette dal 3 al 6 Febbraio 
Costo campagna € 2.000 ± iva 
Sconto concesso. 25% Importo complessivo campagna: 1.500;+  Modalità di pagamento: acconto 30% all’ordine + saldo a 30/60 gg.

Iena digitale 2

Ma qual è la situazione nelle altre realtà editoriali? Il gruppo Videoregione è quello che da un punto di vista economico sta meglio, ma questo è dovuto ai Minardo che sono una potenza imprenditoriale nel ragusano.La tv è però rimasta una emittente provinciale, anche sul piano della produzione e della raccolta pubblicitaria. Videomediterraneo, nonostante la presenza di Salvo La Rosa e Giuseppe Castiglia e di un prezioso canale 11, non è ancora riuscita a fare il salto di qualità. E’ una emittente con una forte connotazione famigliare. Manca poi una visione imprenditoriale e degli investimenti sotto il profilo tecnico e organizzativo. Resta, però, anche in questo caso il forte peso del provincialismo, difficile da scrollare.

L’emittente Rei Tv, dopo aver razionalizzato tutti i contratti, diventati part-time, si dice “sopravviva” grazie al supporto economico dell’impresa Tosa appalti.

D1 ha smesso da tempo le produzioni, ma dopo l’annuncio della chiusura, l’emittente “presidia” ancora il digitale terrestre, ma su canali alti, con tanto di inserzionisti pubblicitari.

Sestarete, girava voce, era pronta per la vendita, ma non vi sarebbero stati compratori interessati. Pare che ci sia stato qualche interessamento, naufragato, soltanto per una gestione parziale e a tempo.

 


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