Cronache tragicomiche catanesi: una giustizia al buio. E non è una metafora!


Pubblicato il 31 Marzo 2017

Piccola cronaca di un giorno di ordinaria follia giudiziaria.

di iena senza torcia marco benanti

La “normalità” catanese vuol dire anche assistere allo “spettacolo” di un guasto tecnico che mette ko un ufficio giudiziario. Che sta in un posto dove –a norma di Ragione- non dovrebbe stare. Ma passerà anche questo, tutto si sistemerà anche stavolta. Con moderazione, come impone lo “stile” di una “città-dormitorio”. Dove dimorano abitanti. Gente presa da cose serie, tipo il proprio privato.

Così magari oggi finirà il “calvario” degli utenti dell’ex pretura di via Crispi: un guasto elettrico e due giorni senza corrente. E così niente udienze (a parte qualche caso sporadico, in condizioni “off limits”), niente testi da sentire (magari qualcuno arrivato da lontano è stato pregato di ritornare; quando? Fra mesi e mesi), niente computer, niente lavoro nelle cancellerie al buio. Per le emergenze, gli impiegati sono andati in piazza Verga. 

E poi altra “normalità”: detenuti nei corridoi senza luce (“comportamento da elogiare, non ne hanno approfittato” ci è stato riferito ieri), niente acqua, niente bagni da usare (“andare al bar vicino” sembra essere stato l’invito). E tanto altro: tutto surreale, ma non per questa città sempre al limite fra il comico e il tragico. Vi chiederete: ma il gruppo di continuità? Non pervenuto.

corridoi ex pretura

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Ieri, quando siamo entrati nella ex villa liberty divenuta ufficio giudiziario negli anni della “Catania ruggente” un catanese ci ha detto: “l’avi ‘a cannila?”. Ecco, insomma, ridiamo sopra tutto, soprattutto. Non siamo al circo, dovremmo essere in un tribunale. Che dire? Che l’altro giorno un uomo è rimasto per ore in attesa, davanti all’ascensore senza corrente, sulla sedia a rotelle: alla fine, dopo lunga attesa, i carabinieri lo hanno portato –di peso- “in salvo”. A destinazione.

Allora, ci raccomandiamo: moderazione, non facciamo strepito, avvocati. Domani è un altro giorno, tutto sarà dimenticato: si potrà riprendere ad ingoiare tutto, ma proprio tutto. Che poi il piemme si irrita.

A proposito ci hanno spiegato che le grate che chiudono alcune porte d’ingresso senza corrente non potranno scendere al suolo. Risultato? Magari basterà un catenaccio?

Oh, comunque, oggi dovrebbe tornare tutto alla “normalità”. E presto sarà tutto dimenticato. Perché tutto si può fare, tranne serbare memoria nella “città-dormitorio”.

 

 


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