Disabili, il Tribunale obbliga il comune a ripristinare l’assistenza domiciliare


Pubblicato il 26 Maggio 2021

Attanasio (Cisl) e Anello (Adiconsum): «Auspichiamo una concertazione congiunta col Comune di Catania per determinare le modalità di riaperture delle tutele e dei servizi a tutti i disabili» 

Catania, 26 maggio 2021 – Immediato ripristino dell’assistenza domiciliare a una disabile grave. È quanto ha imposto, con ordinanza d’urgenza, il Tribunale Civile di Catania al Comune di Catania. L’ente aveva interrotto il servizio nel 2019 con la motivazione “per esigenze di contenimento della spesa pubblica comunale”, nonostante alla signora fosse già stato riconosciuto il P.A.I (Piano di Assistenza Individualizzato), ex art. 14 Legge 328/2000, come da progetto dell’Asp del 2011 e avviato nel 2012.

La disabile aveva presentato istanza contro la decisione del Comune di Catania avvalendosi della difesa dell’Adiconsum, l’associazione in difesa dei consumatori promossa dalla Cisl, e rappresentata giudizialmente dall’avvocata Maria Carmela Pedullà.

Più specificamente, l’ordinanza del Tribunale – dopo aver motivato e superato le contestazioni del Comune di Catania sulla presunta giurisdizione del giudice amministrativo, anziché del giudice ordinario civile – ha chiarito come, una volta predisposto il PAI per i disabili (o il P.E.I. per gli alunni in stato di bisogno), cioè piani che configurano i pieni diritti soggettivi degli aventi diritto, il Comune perda il proprio potere discrezionale e diventi obbligato ad attuare il detto piano, “senza SE e senza Ma”. Tutto ciò, anche in presenza d’esigenze di contenimento della spesa comunale, da destinarsi, invece, prioritariamente alle categorie deboli.

Dopo l’esito positivo della procedura, la signora ha ringraziato l’Adiconsum di Catania, l’avvocata Pedullà e il Tribunale di Catania che, finalmente, hanno contribuito a riportare a giustizia la situazione di sofferenza ed emarginazione vissuta, ogni giorno, da lei come da tutti i disabili (a maggior ragione in occasione del tristemente noto COVID 19), e, perciò, con bisogno di una tutela rafforzata, rientrante nelle categorie cui spettano i servizi pubblici come essenziali.

Alla luce dell’ordinanza, Franco Anello, presidente provinciale dell’Adiconsum, e Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, hanno espresso la propria soddisfazione. «Auspichiamo una concertazione congiunta col Comune di Catania – sottolineano – al fine di determinare le modalità di riaperture della tutela, con la ripresa del servizio d’assistenza domiciliare a tutti i disabili.

«Ciò che occorre – aggiungono Attanasio e Anello – è un nuovo modello di politiche sociali, co-progettato, che metta al centro la persona attraverso un progetto di vita personalizzato e la presa in carico. Va avviata anche la verifica di quanto i soggetti attuatori svolgono per l’assistenza e il reinserimento sociale degli assistiti. Occorre creare un’Anagrafe dell’Assistito che contenga, oltre al piano personalizzato, “chi-fa-cosa”, per ottimizzare il servizio ed evitare duplicazioni di intervento e sprechi di risorse».

La vicenda della signora prese avvio nel 2008, quando venne riconosciuta invalida al 100% e portatrice d’handicap in situazione di gravità, ex art.3 comma 3, L 104/92. Nel 2010, aveva presentato al comune di Catania istanza di progetto individualizzato ex art. 14 l. 328 del 2000; Nel mese di gennaio 2011, l’ASP di Catania aveva redatto il progetto. Dal 18 maggio 2012, aveva cominciato a usufruire del servizio d’assistenza domiciliare, per 9 ore in 5 sedute settimanali, successivamente potenziato da 9 a 18 settimanali nel 2015, a causa dell’aggravamento delle sue condizioni di salute. Nel mese di aprile 2019, il Comune di Catania aveva sospeso detto servizio, sulla base di un’esigenza di contenimento della spesa comunale. Quindi, il ricorso e, nel 2021, la sentenza del Tribunale. 


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