Domani Autostrada Ragusa–Catania, martedì 10 febbraio sciopero e sit-in al Lotto 3: salari non pagati e futuro occupazionale a rischio


Pubblicato il 09 Febbraio 2026

FENEAL UIL – FILCA CISL – FILLEA CGIL di Catania

COMUNICATO STAMPA

nella foto posizione del cantiere.
Martedì 10 febbraio 2026, dalle ore 7 alle ore 13, le lavoratrici e i lavoratori del cantiere del Lotto 3 dell’Autostrada Ragusa–Catania daranno vita a uno sciopero con sit-in di protesta davanti al cantiere Achates Scarl – Consorzio C6, lungo la SS 514 all’altezza del vincolo di Vizzini, per denunciare i mancati pagamenti degli stipendi da novembre 2025 a gennaio 2026 e l’assenza di certezze sul futuro occupazionale.
L’iniziativa di protesta, che vedrà la partecipazione di circa 70 operai, è stata proclamata da FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Catania, a fronte di una situazione ormai insostenibile che colpisce le maestranze impegnate in una delle opere infrastrutturali più rilevanti per la Sicilia orientale.
Da novembre 2025 i lavoratori non percepiscono le retribuzioni dovute e, da ottobre 2025, risultano inoltre assenti i versamenti contributivi alla Cassa Edile, con pesanti conseguenze economiche e sociali per le famiglie coinvolte. Nonostante lo stato di agitazione e i numerosi solleciti formali rivolti ad ANAS S.p.A. e alle imprese interessate, ad oggi non sono pervenute risposte scritte, vincolanti e risolutive in merito al pagamento degli arretrati, alla regolarizzazione contributiva e alla tutela dei livelli occupazionali.
A rendere il quadro ancora più critico è l’attuale assetto societario del Consorzio Achates, con l’affidamento delle attività a CMC Ravenna S.p.A., società che dal 1° dicembre 2025 risulta in procedura negoziata di crisi. Una condizione che espone i lavoratori al concreto rischio di rimpallo di responsabilità e di mancata tutela dei crediti salariali maturati.
Le organizzazioni sindacali hanno pertanto investito formalmente della vicenda il sub commissario straordinario, la stazione appaltante ANAS S.p.A. e la Prefettura di Catania, chiedendo un intervento istituzionale urgente che faccia chiarezza sulle responsabilità e sulle procedure di subentro.


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