Economia ad…”effetti strozzanti”: Codacons salva la casa ad una coppia catanese


Pubblicato il 21 Febbraio 2015

Dall’associazione di tutela dei consumatori

CLAMOROSO: CODACONS SALVA LA CASA A UNA COPPIA CATANESE
BANCA PRETENDE INTERESSI NON DOVUTI PERCHE’ ILLEGGITTIMI
DI BELLA: INVECE DI AVER UN DEBITO SI SCOPRE CHE HANNO UN CREDITO    TANASI: SENTENZA CORAGGIOSA 

“il Tribunale di Catania con sentenza n° 294/15  resa dalla dott.ssa Maria Fascetto Sivillo  in funzione di giudice unico ha accolto l’opposizione alla esecuzione proposta dai coniugi Cavallaro Carmelo e Ponzio Maria Grazia dichiarando estinta la procedura esecutiva promossa dalla Banca di Roma, oggi UNICREDIT, giunta nella fase di vendita dell’appartamento di abitazione. Nel 1995 i coniugi avevano contratto  mutuo ipotecario con la  Banca di Roma per  L. 55.000.000 oggi € 28.405,13 che  prevedeva la restituzione della sorte capitale e della quota interessi in 120 rate mensili, ed un tasso di interesse variabile determinato in relazione al tasso di riferimento applicato dalla banca alla clientela primaria per fidi in bianco maggiorato di due punti e mezzo percentuale. Prevedeva, altresì,  interessi di mora determinati nella misura di tre punti percentuali in più rispetto al tasso di interesse applicato. I mutuatari provvedevano ad eseguire diversi pagamenti, quando ad un certo punto per motivi di salute non erano più in grado  di far fronte al piano di ammortamento decennale.

Nel 1996 la banca iniziava la procedura di recupero procedendo non solo a pignorare lo stipendio di cui era titolare il Cavallaro, ma anche a pignorare la casa di abitazione per venderla all’asta dichiarando al momento del pignoramento di essere creditrice  €  32.054,54 oltre gli interessi di mora al tasso del 20,75% sulla rate scadute e sul capitale residuo, con capitalizzazione trimestrale. Superati i problemi di salute il Cavallaro prendeva nuovamente contatto con la banca per risolvere la questione, forte comunque che nel frattempo le rate fossero state pagate a mezzo della ritenuta eseguita sullo stipendio. Senonchè il Cavallaro apprendeva con stupore ed apprensione che la banca pretendeva per la definizione della pratica l’ulteriore somma di € 99.074,12 , ossia  un importo triplicato rispetto a quello dichiarato al momento del pignoramento. A questo punto il Cavallaro si rivolgeva al CODACONS e difeso dall’avvocato  Dario Di Bella (Dirigente dell’Ufficio Legale Regionale Codacons)  proponeva opposizione puntando sulla nullità del tasso di interessi e sul superamento del tasso c.d. anti-usura. Con la predetta sentenza- afferma Di Bella- il Tribunale di Catania ha accolto l’opposizione dando ragione al Cavallaro sia in ordine alla nullità del tasso sia in merito alla misura esorbitante degli interessi pretesi al di sopra del limite consentito dalla legge, ed ha estinto la procedura esecutiva promossa per la vendita all’asta della casa di abitazione, precisando che a seguito dei nuovi conteggi, eseguiti eliminando gli interessi pretesti illegittimamente dalla banca, i coniugi Cavallaro-Ponzio, – conclude Di Bella  non solo non avevano alcun debito, ma vantavano un credito nei confronti della banca.

Esprime soddisfazione per la sentenza ottenuta Francesco Tanasi Segretario Nazionale CODACONS evidenziato come la problematica inerente gli interessi eccessivi, spesso illegittimi,  richiesti dalle banche nel momento di difficoltà dei cliente è comune in tutto il territorio nazionale ed il CODACONS in Sicilia ha creato una task force di legali, commercialisti ed esperti guidata proprio dall’avvocato Dario Di Bella  per  difendere i cittadini da banche o finanziarie  che pretendono interessi non dovuti. La sentenza pronunciata dal Tribunale di Catania, continua Tanasi, rappresenta una coraggiosa presa di posizione in favore del consumatore, il quale quasi sempre è costretto a stipulare contratti finanziari senza poter negoziare nessuna condizione e subisce interessi mascherati da costi che sovente vanno al di là dei limiti consentiti dalla legge anti-usura.

Sono sicuro- conclude Tanasi – che il Tribunale di Catania valuterà sempre con attenzione le problematiche bancarie nonostante il carico di lavoro che tale fenomeno comporterà per i giudici considerato la situazione di contingenza generale.”

 


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