EDIZIONE STRAORDINARIA: IL “METODO BERLUSCONIANO” DELL’ON. SINDACO DI CATANIA


Pubblicato il 13 Dicembre 2014

Dal Palazzo voglia di bavaglio per chi non va a corte

Di Marco Benanti direttore di ienesicule

In linea con la cultura della casta che ha messo in ginocchio un Paese, facendolo diventare un caso internazionale in quanto a condizioni economiche, sociali e civili, l’On. sindaco di Catania ha sporto querela contro ienesicule per un articolo -datato 15 ottobre scorso- dal titolo “cronache catanesi: white’s band e la litania del “metodo mafioso”. E “a za Rosa” fece lo “spot elettorale” per Bianco! Ma il voto della suocera di un “carcagnusu” va bene lo stesso?”

http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=4994

Al momento è stato chiamato dalla polizia giudiziaria per rispondere ad alcune domande, su delega della Procura della Repubblica, l’autore dell’articolo Ignazio De Luca. Attendiamo sviluppi.

Il dato di cronaca è questo: l’articolo “incriminato” è assolutamente un “pezzo di cronaca” fondato su un’intervista –fatta in occasione di una protesta dei commercianti e avvenuta in luogo pubblico- ad un personaggio notissimo a Catania. “A Za Rosa” è un esponente di quel mondo legato alle paninerie che, in occasione della chiusura del lungomare, è stato al centro di polemiche in serie. Un fatto di assoluto interesse pubblico, quindi, raccontato raccogliendo le sue dichiarazioni “pro Bianco”.

Siccome il “giornalismo d’inchiesta” impone –per chi ancora lo fa, insomma per chi ancora non si rassegna al ruolo, piuttosto diffuso, di “velinaro di Palazzo”- che si facciano APPROFONDIMENTI, abbiamo riportato fedelmente stralci di un’ordinanza di custodia cautelare dove è citata “A za Rosa” (che non è indagata) e si parla di un stretto congiunto arrestato con pesanti accuse di mafia.

Questi sono FATTI. Questo è diritto di cronaca e di critica. Come avrebbero detto gli “antiberlusconiani”. Oggi, un po’ meno ardimentosi, forse anche per la presenza al governo  nazionale (sostenuto anche e soprattutto dal Cavaliere di Arcore)della “sinistra alla Renzi”? Di fatto, questa azione che arriva dal Palazzo è omogenea con la “cultura berlusconiana”, con l’atteggiamento di chi non vuole che si approfondisca, che si ragioni sui fatti, che si esca dal teatrino della Propaganda.

Bene, di fronte a questo contesto –e alla nostra legittima critica politica sull’eventuale “imbarazzo” di simili dichiarazioni provenienti da questi personaggi- la reazione dell’On. sindaco è stata la più classica delle “risposte” della casta: la querela.

Non ci intimoriamo di certo e confidiamo nell’azione di chi è deposto al controllo di legalità. Vi riponiamo fiducia. Anche perché siamo certi che si tratta di istituzioni e uomini che sono lontani mille miglia da ogni ipotesi di eventuale richiamo al fascino del Palazzo e ai suoi possibili “desiderata”.

Per questo, nell’eventualità che questo ennesimo atto dal sapore intimidatorio (che segue alla querela per minaccia a mezzo stampa dei vertici di Confindustria Sicilia, della loro citazione in sede civile per migliaia e migliaia di euro contro solo il direttore di ienesicule  e di recente della querela dell’assessore comunale al bilancio sul tema dell’accordo siglato dal comune con le imprese di cartellonistica) potesse avere risvolti da “voglia di bavaglio” o peggio, siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti esistenti anche nella malandata democrazia italiana per rispondere. In tutte le sedi.

Perché, malgrado il Palazzo e la sua corte(anche mediatica), questa città non merita un clima da repubblichetta sudamericana o peggio da nostalgia del Ventennio.

Questa testata –se lo mettano bene in testa quelli del Palazzo, a cominciare dai loro servi- non chiuderà. E un giorno quello che sta accadendo diventerà un clamoroso boomerang per un Palazzo che, di fronte alla propria conclamata incapacità amministrativa e al bluff del “cambiamento” declamato e non praticato, sa solo offrire fiction e mostrare –all’italiana- il proprio status a chi dissente.E non obbedisce.

 

 


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