Emergenza Etna, Santo Primavera: “La diffida ai vettori non può nascondere le responsabilità organizzative”


Pubblicato il 20 Agosto 2026

comunicato stampa

La missiva inviata il 14 agosto 2026 dal Dipartimento delle Infrastrutture della Regione Siciliana, in piena emergenza Etna, diffida le compagnie aeree dal non farsi carico dei passeggeri che hanno regolarmente acquistato i biglietti, garantendo loro la riprotezione fino alla destinazione di Catania Fontanarossa.

Lo dichiara il deputato regionale del gruppo Mpa Grande Sicilia, on. Santo Primavera.

«La diffida, indirizzata ai vettori aerei e, per conoscenza, agli scali siciliani, va certamente apprezzata nelle intenzioni. Tuttavia, rischia di scontrarsi con quanto stabilito dal Regolamento europeo 261 e, nello specifico, con il comma 3 dell’articolo 5, che esclude la responsabilità dei vettori in presenza di circostanze straordinarie che non avrebbero potuto essere evitate neppure adottando tutte le misure ragionevoli. È evidente che un’emergenza provocata dall’attività dell’Etna possa rientrare, per le compagnie aeree, tra queste circostanze straordinarie. Per tale ragione, la missiva appare più come un tentativo di declinare precise responsabilità organizzative che come uno strumento realmente efficace per tutelare i viaggiatori. Fenomeni geologici di questa natura devono essere contemplati da specifici piani e protocolli di Protezione civile, regionali, comunali e anzitutto aziendali, propri della cosiddetta gestione del rischio, con l’eventuale coinvolgimento della protezione civile della Regione e del comune.

Occorre quindi sapere se la Sac, nei propri documenti di programmazione ordinaria e straordinaria, abbia previsto azioni concrete da attivare in presenza di eventi di questo tipo. Se esistenti non hanno evidentemente funzionato, se mancanti siamo di fronte all’ennesima carenza. Allo stesso modo, è necessario chiarire cosa prevedano, in queste circostanze, i piani comunali e regionali. Ancora una volta, il rischio è che la disorganizzazione del sistema pubblico finisca per gravare sulle tasche dei cittadini siciliani e dei tanti viaggiatori coinvolti.

Non è escluso che, di fronte ai disagi e ai costi sostenuti, possa essere promossa un’azione collettiva nei confronti degli scali siciliani. In Sicilia si continua purtroppo a confondere ciò che è straordinario con ciò che dovrebbe essere affrontato attraverso un’adeguata programmazione ordinaria, arrivando persino a indicare soluzioni che rischiano di risultare incompatibili con la normativa comunitaria. I siciliani devono sapere che, questa volta, la responsabilità non è della tanto vituperata Europa, ma delle negligenze e delle carenze della gestione locale», conclude Primavera.


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