Emergenza rifiuti a Catania. I sindacati chiedono alle istituzioni locali “azioni straordinarie e tempestive comprese le ipotesi del trasferimento rifiuti fuori dal territorio catanese, se necessario anche fuori dall’Isola”


Pubblicato il 05 Novembre 2021

L’emergenza rifiuti a Catania ha oramai oltrepassato il livello di guardia: lo scenario di crisi è stato amplificato anche dalle piogge eccezionali e dalle vicissitudini delle discariche. Per ovvi motivi di salute pubblica, soprattutto in fase di contagio Covid ancora attivo, è impensabile continuare ad applicare le vecchie soluzioni.Cgil, Cisl e Uil di Catania, per bocca dei rispettivi segretari generali Carmelo De Caudo, Maurizio Attanasio ed Enza Meli, chiedono alle istituzioni locali “azioni straordinarie e tempestive comprese le ipotesi del trasferimento rifiuti fuori dal territorio catanese, se necessario anche fuori dall’Isola”.

I sindacati catanesi sono consapevoli della difficoltà oggettiva che l’amministrazione comunale sta incontrando in queste settimane e si dichiarano disponibili a cooperare affinché vengano conseguiti risultati certi e veloci. “Ma la sensazione oramai diffusa è che l’intera città, in particolare le aree popolate da alloggi pubblici, sia fuori controllo. – continuano i tre segretari generali- Gli accumuli di spazzatura sono di quantità molto al di là delle emergenze ordinarie, sono indecorosi alla vista e all’olfatto e produrranno di certo effetti devastanti, sebbene non ancora visibili. Il nostro allarme è forte e sincero. 
Bisogna dunque cambiare strada visto che le soluzioni inseguite sino ad ora non si sono rivelate sufficienti. Si teme fortemente che, se nel frattempo non saranno realizzate tutte le infrastrutture necessarie a potenziare la raccolta differenziata e i meccanismi di riciclo dei materiali, si otterrà solo lo slittamento del problema.
I dati reali di evasione della TARI vanno aggiornati e portati in evidenza, per poter recuperare le somme ed evitare che i nuovi costi dell’estensione della raccolta differenziata ricadano sempre su chi paga regolarmente”. 

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