EMERGENZA SANITÀ SICILIANA LETTERA APERTA al Presidente della Regione, On. Renato Schifani


Pubblicato il 07 Ottobre 2026

Ecco la Lettera aperta inviata al Presidente della Regione Siciliana,  da parte di ANAAO ASSOMED Sicilia, per l’apertura immediata di un tavolo straordinario con il Governo regionale e l’adozione di un Piano regionale per l’attrattività e la permanenza dei dirigenti medici nel SSR, con particolare priorità per le aree disagiate e per l’emergenza-urgenza

Presidente della Regione Siciliana

On. Renato Schifani

e, p.c.

Assessore regionale della Salute

Catania, 06/10/2026

Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana

Prot. n. P26/EN.PA/st345 Presidente della VI Commissione Salute dell’ARS

Loro PEC

EMERGENZA SANITÀ SICILIANA

Lettera aperta al Presidente della Regione

per un Piano straordinario di attrattività e rilancio del SSR

Signor Presidente,

i dati sulla demografia medica del Servizio Sanitario Regionale impongono di passare dalle analisi alle decisioni.

Il Centro Studi ANAAO ASSOMED sul periodo 2015-2025 fotografa una situazione che in Sicilia non può essere affrontata con interventi ordinari. Nella nostra regione i dirigenti medici in servizio sono passati da 9.394 nel 2015 a 9.171 nel 2024 con una riduzione del 2,4%. Nello stesso periodo, le dimissioni volontarie sono cresciute in modo esponenziale, passando da 63 nel 2015 a 479 nel 2025.

Ma è soprattutto il dato del 2025 a rendere evidente la dimensione del problema: 323 pensionamenti e 479 dimissioni volontarie hanno determinato 802 uscite dal Servizio Sanitario Regionale, a fronte di 751 assunzioni a tempo indeterminato.

Il flusso 2025 tra dimissioni, assunzioni a TI dà un saldo di – 51 medici.

Non siamo di fronte soltanto a una difficoltà di reclutamento. Siamo di fronte a una difficoltà crescente nel trattenere nel Servizio Sanitario Regionale professionisti già formati, soprattutto nei settori e nei territori nei quali la loro presenza è indispensabile.

Il problema è particolarmente evidente nei Pronto Soccorso, nell’emergenza-urgenza e negli ospedali delle aree interne, periferiche e insulari, dove concorsi deserti, turni gravosi, aggressioni, carichi di lavoro e difficoltà di conciliazione tra vita professionale e vita personale rendono sempre più difficile attrarre e trattenere medici.

A questo quadro si aggiungono le persistenti criticità infrastrutturali e la necessità di completare definitivamente la programmazione della Rete ospedaliera regionale.

Una rete non può essere valutata soltanto in termini di posti letto e strutture: deve essere accompagnata dalla reale disponibilità di professionisti, soprattutto nei territori più fragili, affinché la distanza dai grandi centri non determini una riduzione del diritto alla salute.

ANAAO ASSOMED Sicilia

chiede l’apertura immediata di un tavolo straordinario con il Governo regionale e l’adozione di un Piano regionale per l’attrattività e la permanenza dei dirigenti medici nel SSR, con particolare priorità per le aree disagiate e per l’emergenza-urgenza.

Propone:

  1. Governo del reclutamento e limitazione dell’eccessiva esternalizzazione.

Occorre privilegiare assunzioni stabili, programmazione degli organici e percorsi strutturati di fidelizzazione dei professionisti. Il ricorso a rapporti liberoprofessionali, per prestazioni a gettone, deve mantenere carattere straordinario e temporaneo, senza trasformarsi in una modalità ordinaria di copertura delle carenze di organico. Un utilizzo eccessivo e non programmato di tali strumenti rischia infatti di determinare: una crescita quantitativa di personale privo di integrazione organizzativa, modelli assistenziali disomogenei tra Aziende con possibili ricadute sulla continuità e sulla qualità delle cure. Particolare attenzione deve essere riservata ai servizi di emergenza-urgenza e ai Pronto Soccorso, dove l’impiego di professionisti non adeguatamente inseriti nei percorsi formativi e organizzativi dell’Unità Operativa può compromettere l’efficacia della risposta assistenziale. Inoltre, il ricorso sistematico a turni affidati mediante convenzioni e quindi prestazioni a gettone rischia di favorire una progressiva privatizzazione di attività svolte all’interno delle strutture pubbliche, generando squilibri economici, disparità di trattamento tra operatori e una riduzione dell’attrattività del rapporto di lavoro dipendente nel Servizio Sanitario Regionale.

  1. Indennità straordinaria per le sedi disagiate. Introdurre una specifica indennità regionale aggiuntiva per chi opera stabilmente in presidi periferici, aree interne e isole minori, graduata secondo criteri oggettivi: difficoltà di reclutamento, concorsi deserti, distanza dai DEA, insularità, collegamenti e scoperture di organico.
  2. Misure rafforzate per Pronto Soccorso, 118 ed emergenza-urgenza.

Utilizzare pienamente gli spazi normativi e finanziari disponibili per incrementare le indennità per turni notturni e festivi, guardie e pronta disponibilità, riconoscendo economicamente anche la chiamata in servizio.

  1. Lavoro disagiato, recupero psicofisico e tutela previdenziale. Sostenere la proposta ANAAO di riconoscere la particolare usura dell’attività di emergenza-urgenza, prevedendo misure compensative, adeguati strumenti di recupero psicofisico e forme di tutela previdenziale coerenti con la particolare usura dell’attività svolta.
  1. Nessun lavoro aggiuntivo gratuito. Le prestazioni eccedenti l’orario dovuto devono essere ricondotte, secondo la disciplina vigente, agli istituti contrattuali previsti e devono essere adeguatamente remunerate o recuperate. Il rispetto dei riposi giornalieri e settimanali non può essere considerato una variabile organizzativa: è una condizione essenziale per la tutela della salute del professionista e per la sicurezza delle cure.
  2. Incentivi di carriera e welfare. Il servizio prestato nelle sedi disagiate deve essere valorizzato nei percorsi professionali e negli incarichi, nei limiti della normativa e della contrattazione. Vanno inoltre previsti alloggi agevolati, sostegni alla mobilità, servizi per la genitorialità e misure di welfare.
  3. Reclutamento rapido e concorsi regionali aggregati. Per le discipline maggiormente carenti, e in particolare per l’emergenza-urgenza, servono procedure rapide, concorsi aggregati e graduatorie immediatamente utilizzabili. Occorre inoltre consolidare, nel rispetto della normativa nazionale, i percorsi di accesso al SSN dei medici in formazione specialistica già introdotti dal cosiddetto Decreto Calabria e dalle successive disposizioni.
  4. Valorizzazione della professione nel SSN. Occorre sostenere il superamento dei vincoli che frenano le assunzioni e rafforzare indennità di esclusività, specificità professionale, tutoraggio degli specializzandi e strumenti contrattuali capaci di rendere nuovamente attrattivo il rapporto con il Servizio Sanitario Pubblico.
  5. Rimodulazione dei Protocolli di Intesa Regione-Università. Il disequilibrio tra le Strutture Complesse a direzione universitaria e quelle a direzione aziendale ed a cascata delle UOSD e UOS sta causando un aumento di fuga del personale dai Policlinici universitari. Occorre rivedere i Protocolli d’intesa e garantire a tutto il personale dell’Azienda una naturale progressione di carriera sulla scorta delle competenze personali di chi va ad occupare la posizionee non solo per una mera appartenenza universitaria.
  6. Sicurezza negli ospedali. Nei Pronto Soccorso e nelle strutture a maggiore rischio sono necessari presidi di sicurezza adeguati, protocolli con le Forze dell’Ordine, sistemi di allarme e piena applicazione delle norme contro le aggressioni.
  1. Territorio e Rete ospedaliera. Il rafforzamento dell’assistenza territoriale, secondo i modelli e gli standard previsti dal DM 77, deve contribuire a ridurre la pressione impropria sui Pronto Soccorso. Allo stesso tempo, ogni revisione della Rete ospedaliera deve essere accompagnata da una preventiva verifica della disponibilità effettiva di personale medico e sanitario. Non è possibile programmare strutture, posti letto e servizi senza verificare prima se esistono i professionisti necessari per garantirne il funzionamento. Questa verifica deve essere particolarmente rigorosa nelle aree interne, periferiche e insulari.
  2. Monitoraggio trasparente. Istituire un Osservatorio regionale permanente, con la partecipazione delle Organizzazioni sindacali rappresentative, su dimissioni, pensionamenti, assunzioni, concorsi deserti, mobilità, prestazioni aggiuntive e scoperture, con dati distinti per Azienda, disciplina e presidio.

Signor Presidente, formare un medico specialista richiede anni e un rilevante investimento pubblico. Quando un professionista già formato lascia il Servizio Sanitario Regionale, non si perde soltanto una unità di personale: si perdono competenze, esperienza, capacità formativa e continuità assistenziale.

Il dato del 2025 dimostra che non basta assumere: occorre anche riuscire a trattenere.

Per questo chiediamo che la Regione assuma la questione del personale come una vera priorità strategica e convochi in tempi rapidi le Organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria per definire un Piano straordinario per l’attrattività e la permanenza dei professionisti nel SSR, con risorse, criteri e tempi certi, a partire dalle aree disagiate e dall’emergenza-urgenza.

Fermare la fuga dei medici dagli ospedali siciliani significa difendere il diritto alla salute dei siciliani.

Non chiediamo soltanto nuove assunzioni.

Chiediamo che la Regione renda nuovamente possibile scegliere di restare nel Servizio Sanitario Pubblico siciliano.

ANAAO ASSOMED SICILIA.


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