Esclusiva Ienesicule! Parla Sant’Agata: “non sono con loro e voto No”


Pubblicato il 16 Novembre 2016

di Fabrizio Grasso
 
La visita di ieri del premier Matteo Renzi a Catania ha mobilitato le autorità locali e infatti ad applaudirlo all’inaugurazione della Torre Biologica dell’università c’erano tutti, l’editore Mario Ciancio, l’arcivescovo Salvatore Gristina (pare fosse lì in visita pastorale), il prefetto Maria Guia Federico, il sindaco Enzo Bianco, il rettore Giacomo Pignataro, oltre a loro anche una folta pattuglia di politici che del trasformismo hanno fatto il loro vessillo e che ci annoia persino nominare. 
 
La campagna elettorale per il referendum quindi s’è mascherata da visita istituzionale per permettere al premier di battere le città siciliane e convincere così gli elettori a votare Sì alla riforma costituzionale. Matteo Renzi, nel suo comizio si è spinto addirittura a dichiarare che: «mi ha detto il vescovo che sant’Agata fa il tifo per noi, per cui da questo punto di vista siamo assolutamente tranquilli». È vero però che sant’Agata non ha parlato direttamente con il vescovo e nemmeno con Renzi, perciò i due hanno arruolato la patrona dei catanesi nel comitato del Sì dell’alto dei cieli senza averne il consenso. 
 
Sorpresa dalla notizia, la Santuzza si è trovata costretta a smentire con una mail dell’altro mondo la dichiarazione di Renzi. «Non sono con loro e se potessi voterei NO». Firmato: sant’Agata, patrona dei catanesi. Questa la brevissima dichiarazione arrivata stamattina alla casella mail della nostra redazione. Consapevoli di avere tra le mani uno scoop senza precedenti abbiamo inviato una risposta all’indirizzo mail per chiedere un’intervista alla venerata martire cristiana, confidando nella sua infinità bontà. La santa dopo pochi secondi ha risposto: «Volentieri. Alle 10.00 davanti al duomo». 
 
Increduli e con il rischio di essere vittime di uno scherzo fatto da qualche goliardico, siamo andati all’appuntamento e così ora ve ne diamo conto. Alle 10.00 in punto eravamo in piedi al centro di piazza Duomo, vicinissimi al Liotro, quando abbiamo sentito una voce chiamarci per nome, ci siamo perciò voltati indietro per vedere chi fosse a chiamarci e non c’era nessuno, nemmeno di lato e di fronte e così abbiamo alzato gli occhi al cielo e lì abbiamo visto una luce splendere in mezzo al temporale, un fascio luminoso e arrivato ai nostri piedi e la voce ci ha esortato a camminarci sopra per raggiungerla. Una volta arrivati alla prima nuvola della circoscrizione Centro Storico ci siamo trovati di fronte sant’Agata in carne, ossa e aureola e siamo stati invitati a porre le nostre domande. 
 
Ha inviato il comunicato alla nostra redazione perché ha letto La Sicilia di oggi?
 
«Proprio così. Debbo anche aggiungere che non sono affatto arrabbiata con Renzi, perché a quanto ho capito il mio presunto endorsement a favore del Sì, gli sarebbe stato suggerito dall’arcivescovo. Piuttosto sono rattristata dal fatto che i giornalisti non abbiano rivolto una preghiera a me, per sapere se la cosa fosse corrispondente al vero. Sarebbe bastata una preghiera al posto di pubblicare una bufala di questo livello».
 
Ma all’arcivescovo come è saltato in mente di iscriverla al partito di Renzi?
 
«Questo è un bel mistero senza dubbio. Posso fare solo supposizioni, perché col metropolita di Catania sono decenni che non ho alcun rapporto. Forse ha usato il mio nome per ben posizionarsi agli occhi del potere politico, dimenticandosi dell’esempio mio e di nostro Signore che dal potere politico non abbiamo ricevuto applausi ma punizioni per il fatto di professare la verità». 
 
Nel comunicato scriveva che se potesse votare, sceglierebbe il NO. Può spiegarci perché?
 
«È presto detto. Non mi fido di chi mente e usa il nome di una santa per farsi propaganda politica. Adesso però devo salutarla perché c’è una questione spirituale della massima importanza di cui debbo occuparmi: un bambino chiede di me nella sua preghiera e voglio prestare a lui l’attenzione dovuta».
 
Insomma è proprio il caso di dire che: non semu tutti renziani tutti … almeno nell’alto dei cieli. 
 
 

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