Festa di Sant’Agata, Pellegrino: “Prima dei giudizi servono verità e rispetto. Ora ripensiamo la processione per la sicurezza di tutti”


Pubblicato il 09 Febbraio 2026

«Non entro nel merito del caso di cronaca legato alle presunte “tichette” tra candelore: saranno gli inquirenti a chiarire come sono andate realmente le cose, e non sarà difficile farlo. Ogni cereo votivo è costantemente accompagnato dalle forze dell’ordine – Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Municipale – che sanno perfettamente cosa è accaduto in ogni momento della processione».

Lo dichiara Riccardo Pellegrino, vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Catania, intervenendo nel dibattito acceso in questi giorni sulla Festa di Sant’Agata.

«Ho seguito l’intera processione – non in maniera istituzionale, ma per fede e devozione – e posso affermare con assoluta serenità che nei tre giorni di festeggiamenti non si è mai verificato alcun momento di pericolo o di tensione. Chi parla di accoltellamenti o risse dimostra di non conoscere i fatti o di riportare voci prive di fondamento».

«È vero che sono intervenute due ambulanze – chiarisce Pellegrino – ma esclusivamente per un calo di pressione di due portatori. Il motivo è semplice: l’affluenza era enorme. Io stesso ho avuto un attacco di panico e sono stato accompagnato fuori dalla folla dalla Protezione Civile per poter riprendere fiato».

Secondo Pellegrino, la riflessione da fare è un’altra:
«La Festa di Sant’Agata sta crescendo. Il sindaco Trantino e il presidente Grasso hanno ragione: non è più possibile fare paragoni con il passato. Occorre prendere atto dei numeri e adeguare ancora una volta l’organizzazione per garantire sicurezza e rispetto della devozione».

«I ritardi della processione del 5 febbraio – aggiunge – non sono certamente riconducibili a presunte scommesse o a ostruzionismi da parte delle candelore o dei grandi ceri. Ricordo che le candelore sono rientrate in Cattedrale alle 6 del mattino del 6 febbraio, mentre il fercolo è arrivato alle 13.00. I tempi parlano chiaro».

Per Pellegrino è necessario avviare una riflessione seria sul percorso:
«A mio avviso va rivista l’intera processione. Via Caronda è troppo stretta per l’enorme afflusso di fedeli degli ultimi anni. Andrebbe transennata tutta via Etnea, mantenendo i cittadini sui marciapiedi, così da evitare intralci ai cordoni dei devoti che trainano la Santa. Il fercolo dovrebbe transitare esclusivamente su via Etnea, che è più larga e consente un passaggio in maggiore sicurezza».

«Si potrebbe anche valutare – prosegue – una sosta notturna del busto reliquiario a Sant’Agata al Borgo, per poi far ripartire la processione nel pomeriggio del 6 febbraio e concluderla al Duomo».

Pellegrino pone poi una domanda che definisce legittima:
«Perché il fercolo si ferma per oltre due ore all’incrocio tra via Caronda e viale XX Settembre? Di chi sono quei palazzi? Se una sosta simile fosse avvenuta in via Plebiscito, si sarebbe gridato allo scandalo. Ancora una volta i quartieri popolari vengono indicati come luogo del malaffare, mentre il cosiddetto “salotto buono” non viene mai messo in discussione».

Il vicepresidente vicario esprime infine rammarico per le parole rivolte ai portatori:
«Mi dispiace che si sia arrivati a etichettare portatori e maestranze. Nessuna scommessa è stata fatta. Se sui social è circolato altro, si tratta di folklore da ragazzini, senza alcun introito economico. Le candelore, anzi, sono sostenute economicamente dai privati e i portatori e le maestranze sono ben consapevoli dell’importanza storica e cristiana delle candelore: da sempre sono la cornice della festa, la aprono e la guidano con la loro luce, oggi come allora quando erano essenziali per illuminare la processione».

«Prima di puntare il dito – conclude – bisognerebbe conoscere e appurare la verità. Il centurione riconobbe il Figlio di Dio solo dopo la morte di Cristo».

E infine una domanda rivolta alla Diocesi:
«Cosa accade alle offerte che vengono raccolte in questi giorni sul fercolo? Come possiamo sapere che non provengano anche da soggetti pregiudicati? E come vengono utilizzate queste somme? Sono certo che il vescovo – che stimo per l’attenzione paterna che ha dimostrato per la nostra amata città – saprà vigilare e agire con rigore e potrà dare le risposte che i cittadini meritano. È giusto parlare di trasparenza per tutti, senza eccezioni. Tanti organizzatori dei cerei delle maestranze hanno fatto pervenire in cui i certificati antimafia non solo dei portatori, ma anche delle persone che fanno parte delle dirigenze dei cerei. Oggi più che mai è importante che la festa della nostra Santa Patrona sia priva di ombre».
«A tal proposito vorrei concludere con un ringraziamento al Prefetto, al Questore, a tutte le forze dell’ordine ma anche a tutti i volontari: grazie a loro abbiamo potuto vivere una festa serena e sicura».


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