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Fillea Cgil CT. Lavoratori senza stipendio e contributi: esplode la protesta nel Lotto 3 della Ragusa–Catania
Pubblicato il 10 Febbraio 2026
FILLEACGIL di Catania
COMUNICATO STAMPA
Lavoratori senza stipendio e contributi: esplode la protesta nel Lotto 3 della Ragusa–Catania
Seconda giornata di sciopero oggi nel cantiere Achates Scarl – Consorzio C6 del Lotto 3 dell’Autostrada Ragusa–Catania. Le lavoratrici e i lavoratori hanno incrociato le braccia per denunciare una situazione che non è più tollerabile: tre mesi senza stipendio, tre mesi senza certezze, tre mesi senza rispetto. La protesta, con sit-in davanti al cantiere lungo la SS 514 all’altezza del vincolo di Vizzini, ha visto la partecipazione compatta di circa 70 operai ed è stato proclamato da FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Catania.
Per Dario Gulisano, segretario provinciale della Fillea Cgil di Catania, “da tre mesi questi lavoratori non ricevono lo stipendio e da mesi mancano i versamenti contributivi. È una condizione inaccettabile che sta colpendo famiglie intere, lasciate senza reddito e senza certezze”.
Da novembre 2025 a gennaio 2026, dunque, i lavoratori non hanno percepito le retribuzioni dovute e, da ottobre 2025, risultano assenti i versamenti contributivi alla Cassa Edile. Nonostante lo stato di agitazione e i numerosi solleciti formali, non sono arrivate risposte scritte, vincolanti e risolutive.
«Abbiamo scritto al commissario straordinario, ad ANAS S.p.A. e alla Prefettura di Catania chiedendo la convocazione immediata di un tavolo di crisi”, prosegue Gulisano. “Serve fare chiarezza su tutti i passaggi necessari affinché CMC Ravenna S.p.A. possa operare sull’opera e si sblocchi definitivamente questa situazione che non può più essere trascinata”.
A rendere il quadro ancora più critico è l’attuale assetto societario del Consorzio Achates, con l’affidamento delle attività a una società in procedura negoziata di crisi dal 1° dicembre 2025, che espone i lavoratori al concreto rischio di un rimpallo di responsabilità e di mancata tutela dei crediti salariali
La Fillea Cgil chiede dunque l’assunzione di tutti i lavoratori, pagamento immediato di tutti gli arretrati e regolarizzazione contributiva.
Durante la protesta, nel cantiere sono state piantate delle croci. “Non è una provocazione – conclude Gulisano – ma il simbolo della morte della dignità del lavoro. Dietro quelle croci ci sono uomini e donne che lavorano in un’opera strategica per la Sicilia e che oggi vengono trattati come invisibili. Adesso serve un sussulto delle istituzioni: questi lavoratori non sono figli di un dio minore, sono cittadini che chiedono solo lavoro, salario e dignità”.


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