Giovani, lavoro, partecipazione, futuro. La Cisl di Catania lancia il Manifesto e il Patto per le nuove generazioni
Pubblicato il 22 Luglio 2026
COMUNICATO STAMPA
Ieri il convegno al Seminario Arcivescovile
Un documento con statistiche, proposte e progetti per frenare l’impoverimento demografico e la “fuga dei talenti”
Fumarola: «Creare le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare».
Attanasio: «Non chiediamo deleghe, ma alleanze: vogliamo dare forma al tempo»
Catania, 22 luglio 2026 – La Sicilia perde giovani, competenze e prospettive di sviluppo: negli ultimi 20 anni l’Isola ha registrato una riduzione della popolazione di oltre 280mila residenti e, secondo le proiezioni, entro il 2050 potrebbe subire un ulteriore calo compreso tra il 15 e il 20 per cento. Un andamento demografico che si accompagna al fenomeno della “fuga dei talenti”: un giovane siciliano su quattro sceglie un percorso universitario fuori regione; oltre 34mila studenti frequentano atenei del Centro-Nord; l’88% dei laureati che si forma lontano dalla Sicilia tende a rimanere nel territorio in cui ha completato gli studi. Negli ultimi dieci anni sono stati circa 56 mila i laureati siciliani che hanno lasciato l’Isola, privando il territorio di una parte significativa del proprio capitale umano.
Anche il territorio della provincia di Catania evidenzia le stesse criticità: il progressivo invecchiamento della popolazione, la riduzione della componente giovanile e la difficoltà di trattenere competenze qualificate rappresentano una delle principali sfide per lo sviluppo futuro dell’area metropolitana. Il rischio è quello di un impoverimento non soltanto demografico, ma anche economico e sociale, perché ogni giovane che lascia il territorio rappresenta una perdita di conoscenze, energie e capacità innovative.
Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca, sviluppata su base regionale e provinciale, dal professor Benedetto Torrisi, associato di Statistica economica dell’Università di Catania, presentata nel corso del convegno “Partecipazione è Responsabilità – Giovani, Lavoro, Partecipazione, Futuro”, promosso dalla CISL Metropolitana di Catania.
La ricerca ha evidenziato come il tema del lavoro resti centrale nelle scelte delle nuove generazioni: la qualità dell’occupazione, la stabilità contrattuale e la possibilità di costruire un progetto di vita sostenibile sono elementi decisivi per contrastare la mobilità forzata e rendere il territorio più attrattivo.
Il convegno promosso dalla Cisl etnea è stata l’occasione per illustrare la “Carta di Catania per le Nuove Generazioni”, primo atto del Patto Generazionale per l’Area Metropolitana di Catania. Un’iniziativa che non ha voluto essere un semplice convegno sui giovani, ma un percorso costruito insieme alle nuove generazioni. Attraverso un confronto diretto sono emerse proposte e priorità su lavoro, formazione, diritto allo studio, salute e benessere psicologico, innovazione, partecipazione democratica e contrasto allo spopolamento.
Il documento, arricchito dal rigore scientifico dei professori Torrisi e Santo Signorelli, dell’Università di Catania, e dal contributo progettuale di Lucrezia Quadronchi, segretaria territoriale della CISL Catania, nasce da un percorso di oltre sei mesi di ascolto, confronto e partecipazione, che ha coinvolto numerosi giovani della provincia, rappresentanti delle Consulte giovanili, associazioni studentesche, università, scuola e comunità parrocchiali. Un lavoro condiviso finalizzato a trasformare bisogni, aspettative e proposte delle nuove generazioni in una prospettiva concreta di sviluppo territoriale.
«I dati della ricerca raccontano di una popolazione che invecchia, di giovani laureati e specializzati che lasciano il territorio alla ricerca di opportunità o di giusti salari e diritti contrattuali, seguiti poi dai loro genitori. «Un capitale umano che rischia di disperdersi – ha dichiarato Maurizio Attanasio segretario generale della CISL Catania – ma la nostra non vuole essere una lettura rassegnata della realtà. La fuga dei giovani non è una fatalità: è il risultato di scelte e, proprio per questo, può diventare il risultato di nuove scelte. Abbiamo deciso di invertire il paradigma: il documento che presentiamo oggi non è stato scritto sui giovani, ma insieme ai giovani».
A rappresentare la voce delle nuove generazioni, sono stati Gaetano Liotta, Gorgui Diagne, Mattia Barbagallo, Noemi Vinci, Riccardo Riccioli e Salvatore Montalto, rappresentanti delle Consulte giovanili e del mondo studentesco, che hanno contribuito alla definizione del Manifesto per le Nuove Generazioni, articolato in dieci priorità.
I lavori, coordinati dal giornalista Filippo Romeo, sono stati aperti dalla relazione del segretario Attanasio e dall’analisi del professor Torrisi. L’iniziativa ha visto la partecipazione di Daniela Fumarola, segretaria generale della CISL; Leonardo La Piana, segretario generale della CISL Sicilia, e il confronto con rappresentanti istituzionali, sociali ed economici del territorio provinciale.
Sono inoltre intervenuti Enrico Trantino, sindaco della Città Metropolitana di Catania; monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania; monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone; padre Rosario Raciti, delegato di monsignor Raspanti vescovo di Acireale; Emilio Grasso, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale; Concetta Laudani, delegata del rettore dell’Università di Catania; Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania; Giuseppe La Ganga Senzio, direttore generale dell’ASP Catania; Fabio Roccuzzo, sindaco di Caltagirone.
Nel corso dell’incontro, è emersa la disponibilità dei diversi soggetti istituzionali e sociali presenti a raccogliere le sollecitazioni avanzate dalla Cisl e dai giovani e a proseguire un percorso comune per individuare strumenti e azioni concrete, anche attraverso un accordo territoriale.
«Il tema dei giovani che lasciano il Sud e, più in generale, il nostro Paese riguarda tutta l’Italia – ha affermato la segretaria Fumarola –. Dobbiamo creare le condizioni perché i giovani possano scegliere liberamente se restare oppure costruire altrove il proprio progetto di vita. Per riuscirci serve una grande alleanza tra parti sociali, imprese, istituzioni e politica, capace di trasformare gli obiettivi condivisi in azioni concrete».
La Carta di Catania per le Nuove Generazioni, presentata insieme al documento articolato in 10 punti di proposte e rivendicazioni elaborate dai giovani, rappresenta il primo passo del Patto Generazionale per l’Area Metropolitana di Catania. Una proposta aperta alla sottoscrizione e al contributo di istituzioni, organizzazioni sociali, sistema educativo, imprese, comunità ecclesiali, associazioni del Terzo settore e rappresentanze giovanili.
Nelle prossime settimane la CISL Catania, insieme ai giovani protagonisti del percorso, avvierà un confronto diretto con le singole amministrazioni comunali e con tutti gli attori sociali e istituzionali della provincia, affinché il Patto possa diventare uno strumento concreto di corresponsabilità territoriale.
«La straordinaria partecipazione dei giovani dimostra che esiste una generazione che non chiede assistenza, ma ascolto, responsabilità e possibilità di partecipare alle scelte che riguardano il proprio futuro – ha concluso Attanasio –. La Carta di Catania non chiude un percorso, lo apre. Non chiediamo deleghe, chiediamo alleanze. Nessuna istituzione, nessuna organizzazione e nessuna comunità può affrontare da sola le grandi trasformazioni del nostro tempo. Il futuro non è un tempo che ci viene incontro: è un tempo che siamo chiamati a costruire insieme. In fondo, il compito più alto di una comunità è proprio questo: dare forma al tempo».
È possibile visionare o scaricare il documento completo dal sito della Cisl di Catania (https://www.cislcatania.it/In-Evidenza/Partecipazione-e-Responsabilita). Esso comprende anche la Carta di Catania per le Nuove Generazioni e vuole quindi diventare uno strumento permanente di corresponsabilità territoriale, con un obiettivo preciso: restituire ai giovani la possibilità di scegliere il proprio futuro. Non chiedere loro di restare. Ma creare le condizioni perché possano scegliere di restare.
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