Giovani: presentato da associazioni giovanili e Cgil Sicilia il “Manifesto delle giovani siciliane e dei giovani siciliani” per il diritto a restare e a potere tornare. “Tanti i problemi aperti, chiediamo che la situazione cambi per potere contribuire allo sviluppo della Sicilia”


Pubblicato il 08 Marzo 2024

Un manifesto che è la richiesta forte del mondo giovanile e della Cgil Sicilia alle istituzioni a creare le condizioni affinchè le giovani siciliane ei giovani siciliani non siano costretti a emigrare per costruirsi un futuro ma, questo futuro possano avere qui in Sicilia , contribuendo pure a determinarlo. E’ quello presentato oggi a Catania alla presenza del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “La nostra vita conta, la nostra terra conta”, dice il manifesto attraverso cui i giovani rivendicano “il diritto a restare ea potere tornare”, in pratica a scegliere sul loro futuro, e che è targato “Forum giovani siciliani”.

La sigla, presentata anch’essa oggi e aperta alle adesioni, raccoglie le associazioni giovanili del campo progressista che hanno elaborato insieme alla Cgil Sicilia il manifesto. “I giovani della Sicilia vogliono contare- è scritto in premessa- e chiedono che la loro voce non resti inascoltata”. L’obiettivo è “obbligare la politica, chi ha leve decisionali, ad agire, a cambiare rotta”. Il manifesto traccia un contesto desolante, che vede l’occupazione giovanile ferma all’11,4% contro la media nazionale del 19,8%, tre famiglie su 10 a rischio povertà, una quota di Neet che supera il 40%, la maggior parte donne, la dispersione scolastica al 27%. Tra il 2008 e il 2020 il rapporto tra spesa e studenti ha visto la riduzione del 21,9%, con la lasciata di mezzo punto del Pil.

“Il Paese in pratica non investe sull’istruzione nel Mezzogiorno”. Solo il 10% della scuola primaria ha il tempo pieno e 1.443 edifici scolastici hanno barriere architettoniche. Nelle università mancano aule e laboratori, le residenze universitarie pubbliche sono poche e poche le risorse destinate a queste e anche alle borse di studio che non vengono garantite a chi ne ha diritto, con 16.042 studenti risultati idonei ma nono assegnatari per carenza di risorse. Il manifesto rileva come gli investimenti per le politiche giovanili siano progressivamente diminuiti e i programmi europei come Garanzia giovani non abbiano avuto ricadute significative. Vengono anche segnalate le criticità di un “mercato del lavoro immobile”, del sistema sanitario, di un sistema infrastrutturale carente che “non favorisce la connettività” né la mobilità.

“Persino sostenere un esame all’università più vicina è un’impresa ardua”, dice il documento che sottolinea che “tutto questo non è sostenibile”. Da qui una serie di richieste che riguardano il diritto allo studio, il diritto alla salute, il diritto al lavoro dignitoso, stabile, non precario e non povero. Ma anche i diritti alla protezione e salvaguardia ambientale e alle infrastrutture e mobilità. Le giovani ei giovani siciliani chiedono insomma attenzione, di essere protagonisti, quindi che “la situazione cambia per potere anche contribuire allo sviluppo della Sicilia”.


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