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Giudiziaria, Catania: il caso del commercialista “guardone”. Conferme dalle donne offese
Pubblicato il 26 Novembre 2013
Stamane udienza, alla ex pretura, per un caso di cui parlano in pochi, ma forse è un’impressione… di iena giudiziariaNe abbiamo parlato altre volte, quasi in solitudinehttp://www.ienesiciliane.it/cronaca/9633-catania-giudiziaria-processo-commercialista-guardone-parti-civili-confermano-accuse.htmloggi, in aula, alla ex pretura, è stata sentita la parte offesa Maria Tranchida, che ha confermato le accuse. Il caso è quello del del commercialista “guardone”, il dott. Vincenzo La Rosa, difeso dall’avv. Antonio Fiumefreddo.
L’accusa è che avrebbe spiato, con una penna con telecamera, alcune collaboratrici dello studio professionale: gli viene contestato l’ “interferenze illecite nella vita privata” (615 bis Codice penale) con l’aggravante dell’abuso di relazioni d’ufficio. Sei donne (assistite dai legali Luca Mirone, Francesco Antille e Maria Platania) si sono già costituite tutte parte civile. Nel filmato ritrovato dagli agenti del commissariato “Borgo-Ognina” sono, comunque, solo tre le donne riprese. Lo strumento era stato piazzato in uno scaffale del bagno dello studio, che fungeva anche da archivio.
L’imputato rischia una pena da sei mesi a quattro anni di reclusione. Il 25 febbraio 2014, in aula, sarà la volta di lui, dell’imputato.





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