Giudiziaria, duplice omicidio di Palagonia (Ct): respinta istanza per Ministero degli Interni responsabile civile


Pubblicato il 23 Luglio 2016

di iena giudiziaria marco benanti

Il Ministero degli Interni non risponderà come responsabile civile –‘per culpa in vigilando’- nel processo in Corte d’Assise a Catania, con la formula del giudizio immediato, per il duplice omicidio, consumato nella loro abitazione, dei coniugi di Palagonia Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez. La donna sarebbe stata anche violentata.

Questa la novità dall’ultima udienza per il terribile fatto di sangue del 30 agosto del 2015: imputato è Mamadou Kamara (nella foto), ivoriano di 18 anni. Il collegio ha respinto l’istanza della parte civile (con l’avv. Francesco Manduca, del foro di Vibo Valentia).

Una vicenda che fece grande clamore lo scorso anno, sia per l’efferratezza del delitto, sia per le possibili implicazioni legate al fenomeno dell’immigrazione, in particolare in Sicilia, al centro di un flusso imponente di sbarchi.

La difesa dell’imputatoha eccepito delle irregolarità sul decreto di rinvio a giudizio: il 3 ottobre prossimo, la Procura della Repubblica farà le sue controdeduzioni. Nell’ultima udienza, come richiesto dalla difesa, l’imputato ha potuto seguire l’iter processuale nella sua lingua grazie ad un interprete.

Secondo l’accusa, il giovane, che avrebbe agito da solo, avrebbe fatto irruzione nella casa in piena notte e picchiato i due coniugi per rapinarli, e avrebbe anche violentato la donna, gettandola poi da un balcone.

Era stato fermato da militari dell’esercito e dalla polizia all’ingresso del Cara di Mineo, dove era ospite dopo uno sbarco. Le indagini sono state eseguite dalla squadra mobile di Catania e dal commissariato di Caltagirone.

Sulla questione riguardante il responsabile civile, comunque, non è arrivata l’ultima parola. In generale, secondo l’avv. Manduca il Ministero dell’Interno ha ‘culpa in vigilando’: era responsabile dell’imputato che si è allontanato nelle ore notturne dal Cara di Mineo, cosa che è vietato fare, e la mattina dopo è rientrato nel Centro dopo avere -secondo l’Accusa- trucidato la coppia. Il Viminale, secondo il penalista, avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto nel modo giusto.

 


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